Il settore alberghiero si posiziona ancora come seconda asset class per volume di investimenti nel primo trimestre del 2026, con 510 milioni di euro. Un risultato che però accusa una contrazione del 27% rispetto al Q1 2025, periodo caratterizzato da una delle migliori performance degli ultimi anni. Lo si evince dall’analisi del Team Research di Dils, che sottolinea comunque come il risultato del primo quarter si mantenga in linea con la media trimestrale del comparto.
Tra le principali transazioni del settore si distinguono due share deal relativi a strutture legate al turismo balneare e l’acquisizione di una prestigiosa villa sul Lago di Como, tutte concluse da investitori esteri. Fra le maggiori città turistiche italiane, sono invece state Milano e Roma a mostrare il maggiore dinamismo, in linea con quanto già rilevato nel 2025.
Per quanto riguarda l’intero mercato real estate, gli investimenti hanno raggiunto 2,6 miliardi, dato che si colloca in linea con la media trimestrale degli ultimi dieci anni, pur registrando una moderata flessione rispetto al primo trimestre 2025 (-5%). La performance conferma la resilienza e l’attrattività del mercato italiano che, anche in fasi di diffusa incertezza, continua a catalizzare l’interesse di investitori nazionali e internazionali su un crescente spettro di asset class.
Se il 2025 ha consolidato il percorso di crescita del mercato immobiliare italiano, riportando i volumi di investimento su livelli prossimi ai massimi storici grazie alla rinnovata attrattività del sistema Paese, nel 2026 la performance si sta dimostrando fortemente influenzata dalla combinazione di fattori esogeni ed endogeni. Da un lato, l’incertezza legata all’evoluzione delle attuali tensioni internazionali e alle loro conseguenze sui mercati finanziari e sull’economia reale impone cautela da parte sia degli investitori che dei potenziali tenant, influenzando, inoltre, l’outlook a breve termine dei prime net yield nelle diverse asset class. D’altra parte, permane l’apprensione per il proseguimento delle difficoltà nei processi urbanistici del maggior polo economico e immobiliare italiano, Milano. Per effetto della combinazione di questi due fattori, stimiamo che nel primo trimestre 2026 circa un miliardo di euro di investimenti sia rimasto in stand-by o sia stato posticipato; se finalizzato, tale volume avrebbe portato il mercato a registrare un trimestre da record.





