Il Consiglio comunale di Firenze ha approvato un nuovo regolamento che blocca l’utilizzo turistico di migliaia di appartamenti. Questa norma infatti estende il divieto di nuove aperture di soluzioni per affitti turistici brevi, già presente nel centro storico e nell’area Unesco fiorentina, anche a gran parte del resto della città. In particolare, il nuovo stop turistico riguarda le zone di Campo di Marte, San Jacopino, Gavinana, Pignoncino e Paolo Uccello, Statuto e Rifredi, Libertà, Oberdan e Savonarola, Bronzino e Pier Vettori, Fonderia e Petrarca. Di fatto quindi il blocco a nuove autorizzazioni per affitti brevi è ‘triplicato’: se prima copriva un’area di circa 5 km quadrati ora arriva a comprendere quasi 16 km quadrati. È la prima volta che un’amministrazione locale in Italia introduce una stretta così estesa.
È infatti anche un segnale politico chiaro quello preso dalla giunta guidata dalla sindaca Sara Funaro dopo che, nei giorni scorsi, il Tar aveva respinto una serie di ricorsi contro il regolamento che aveva introdotto originariamente le limitazioni nel Comune. Secondo l’amministrazione la situazione della città in relazione all’offerta di affitti brevi è oramai prossima alla saturazione: e lo conferma anche la recente ricerca AirMap, realizzata dal Politecnico di Torino – “Airbnb nelle città italiane: i dati, la regolazione e le sfide” – che oggi in Italia questo fenomeno è vicino a una saturazione dell’offerta: in particolare a Roma, che conta 47.090 soluzioni abitative, e appunto a Firenze, dove sono già presenti 17.559 unità che garantiscono circa il 56% dei posti letto totali.





