Andare oltre l’overtourism, ovvero il sovraffollamento di turisti in una meta di vacanza, che è stato a lungo un annoso problema per le città d’arte, puntando invece sulla qualità della clientela più che sulla quantità degli arrivi. Questa la ricetta per il turismo italiano del post pandemia, secondo il direttore del Four Seasons Hotel Firenze, Massimiliano (Max) Musto, manager italiano che porta con sé una ricca esperienza internazionale acquisita in oltre due decenni di attività: Firenze è il suo 14esimo incarico con il gruppo.
“Conterà – spiega – predisporre una ben studiata strategia di marketing territoriale per sottolineare, in ottica post covid, quanto una meta sia unica. Solo così si potranno migliorare le performance dell’hotellerie italiana: cercando di attirare ospiti di alto profilo, e alto spendenti, più che puntare sul turismo di massa. Noi a Firenze abbiamo la fortuna di avere una clientela particolare che, anche se in arrivo dall’estero, non smette di desiderare il nostro tipo di offerta made in Italy. Se una città unica come Firenze potrà migliorare questa offerta, anche in ottica esperienziale, il successo per l’Italia dipende da una strategia nazionale. E ora finalmente c’è un ministero del Turismo che può aiutare. Dobbiamo comunque imparare a essere un po’ più umili: l’Italia si ‘vende’ da sola ma servono un piano strategico e una cultura della formazione e del servizio”.
Il manager spiega che l’ospite, quello luxury in particolare, vuole un’esperienza di ‘coccole all’italiana’. Four Seasons crede in questa prospettiva e infatti punta molto sull’Italia: dopo Milano e Firenze, è vicinissima oramai l’apertura del San Domenico Palace a Taormina. “Avremo così una bella proposta nel Paese- continua Musto – divisa tra ottica business e leisure ma anche geograficamente tra nord, centro e sud”.
Il gruppo dell’hotellerie di lusso ha in programma, entro i prossimi 5 anni, di inaugurare altri hotel in Italia. Aprirà un nuovo resort in Puglia, * non lontano da Ostuni, al quale ne seguirà anche un altro, probabilmente in Toscana. Il problema per noi è che gran parte dei nostri ospiti arriva dall’estero. Ma ci siamo messi in gioco, abbiamo ripensato il nostro lavoro e ci siamo reinventati. Insieme a una grande squadra, siamo riusciti a migliorare il servizio”.
Four Seasons Firenze dispone di un giardino privato di 4 ettari e mezzo, il più grande della città, di una piscina, cocktail bar e ristorazione stellata di Vito Mollica, che ha permesso di guardare anche ai grandi numeri: “Solo a Capodanno abbiamo fatto oltre 200 cene da asporto – sottolinea il direttore dell’hotel -e per questo 2021 immaginiamo una clientela soprattutto italiana: a partire da quelle famiglie che già nel 2020 hanno sfruttato il nostro ‘urban resort’ dotato di spa, piscina e palestra. E poi, se tutto va bene, anche un po’ di ospiti europei, ma sempre ‘a tiro’ di automobile. Già oggi infatti abbiamo tantissimi clienti che ci chiamano perchè amano l’Italia e Firenze e stanno aspettando che si aprano i confini. Ogni minima apertura ha dato grande entusiasmo alla clientela straniera e siamo certi che accadrà così anche per la riapertura totale. Se insomma il 2020 è stato un anno disastroso per tutti, con ricavi scesi tra il 70 e l’80%, sono certo che questo 2021 sarà ancora un anno di transizione ma ci traghetterà verso una ripresa eccezionale”.
* Notizia modificata il 17 marzo 2021 alle ore 11.10
L’articolo riportava erroneamente la segnalazione dell’apertura del resort in Puglia per l’estate 2021. Ce ne scusiamo con i lettori e con i diretti interessati





