Il trasporto aereo secondo gli italiani? Molto sicuro ma poco green. È ciò che emerge dall’indagine ‘La percezione del trasporto aereo e del sistema aeroportuale in Italia’ realizzata dall’Istituto Demopolis per Assaeroporti.
Secondo l’associazione italiana dei gestori aeroportuali, l’indagine (condotta con un campione demoscopico di 4.800 intervistati) fa emergere lo scollamento tra percezione e realtà, su alcuni aspetti. Ad esempio, alla domanda su quali sistemi di trasporto siano percepiti come più ‘puliti’ in termini di emissione di Co2, in cima alla classifica si colloca il treno, con l’87% di indicazioni; solo il 9% cita il trasporto aereo. Al contrario, secondo i dati dell’European Environment Agency, se da un lato i trasporti rappresentano il 24,6% delle emissioni di gas serra nell’Ue, dall’altro, i responsabili delle emissioni di Co2 sono, in primis, il trasporto su strada (71,8%) e la navigazione (14,1%): nella graduatoria dei quattro sistemi di trasporto più inquinanti, l’aviazione è al penultimo posto (13,2%), seguita dal trasporto ferroviario (0,4%).
Un ulteriore gap conoscitivo secondo Assaeroporti riguarda l’impatto occupazionale del settore, che la maggioranza degli italiani oggi sottostima: a livello nazionale, il settore del trasporto aereo vale il 3,4% del Pil e impiega quasi 750mila lavoratori, dei quali 200mila diretti, pari al 3,2% dell’occupazione totale del Paese (Atag/Oxford Economics, 2020). Si stima che per ogni milione di unità trasportate si generino almeno tra i 500 e i 750 nuovi occupati.
Molto diffusa invece è la consapevolezza dell’impatto della presenza di un aeroporto sui territori di pertinenza: il 73% degli italiani, intervistati da Demopolis, riconosce la capacità dei sistemi aeroportuali di creare un indotto economico irrinunciabile per i territori, una consapevolezza che raggiunge l’80% tra chi esercita un’attività produttiva. Inoltre, è plebiscitariamente riconosciuto dall’88% degli italiani il ruolo imprescindibile del trasporto aereo per la ripresa dei flussi turistici, già in atto dopo oltre due anni di emergenza Covid.





