Hnh Hospitality fa un balzo in avanti e supera le previsioni del primo semestre. Il gruppo alberghiero veneto, infatti, ha chiuso metà dell’anno fiscale, che comprende il periodo tra novembre 2022 e aprile 2023, con ricavi per oltre 30,6 milioni di euro contro i 18 milioni dei sei mesi dell’anno precedente, a circa +67 per cento. E non si ferma qui, stimando di chiudere il prossimo esercizio fiscale al 31 ottobre 2023 “con ricavi complessivi oltre quota 105 milioni e con un ebitda margin superiore al 2022, quando era pari al 15 per cento”, fa sapere l’AD del gruppo Luca Boccato in una nota.
Supera le previsioni anche l’occupancy rate (tasso di occupazione delle camere), che si è attestato nei sei mesi al 65%, in crescita rispetto allo stesso periodo (49,6%) e superiore alle stime (60,5%). L’Adr (prezzo medio di vendita delle camere) ha raggiunto 116,6 euro a fronte dei 103,5 del primo semestre 2022. “Stiamo vivendo un periodo di forte crescita, come testimoniano i risultati oltre le aspettative, che ci rivelano dati quasi raddoppiati rispetto all’anno precedente” continua l’AD. “Un risultato molto positivo, possibile grazie ad un’occupazione che prevediamo vicina ai livelli 2019 e con un Adr in forte crescita oltre 150 euro, frutto sì di acquisizioni strategiche in differenti regioni e di una visione lungimirante del business, ma anche della grande professionalità e dedizione che ci dimostrano ogni giorno le nostre risorse”.
Nel semestre Hnh ha anche ampliato il proprio portfolio rilevando la gestione dell’Almar Timi Ama di Villasimius, in Sardegna, ora nota come Pullman Almar Timi Ama Resort & Spa e gestita da Hnh in partnership con Accor.
Insomma, Hnh sembra andare di raddoppio in raddoppio. La performance di chiusura del 2022 – a 71,4 milioni di euro – aveva infatti raddoppiato quello dell’esercizio precedente (34,8 milioni) crescendo del 105 per cento. Oggi stima 105 milioni di ricavi per la chiusura dell’anno fiscale 2023.





