La crescita della ricettività di alta gamma in Italia batte quella complessiva del mercato: secondo l’analisi di Scenari Immobiliari, gli hotel 5 stelle e 5 stelle lusso sono aumentati nel 2022 del 7% sul 2021, contro l’incremento dell’1% di tutte le strutture alberghiere. Nello specifico, i 4 stelle e 4 stelle lusso sono avanzati del 3%, mentre 3 stelle, 2 stelle e 1 stella sono in contrazione.
Per quanto riguarda i numeri del mercato, secondo Giampiero Schiavo di Castello Sgr i valori tradizionalmente monitorati sono ormai un falso: si parla cioè di 32mila hotel e di oltre un milione di camere. “È un fake. La nostra stima – conferma Schiavo – è che oltre il 20% di queste strutture abbiano chiuso o diventeranno inagibili in breve tempo. Bisogna anche considerare che la dimensione media degli alberghi in Italia è di 33 camere, alias inefficienti. Alberghi così piccoli sono difficili da gestire con economie di scala o in ottica di gestione industrializzata”.
Il peso delle catene in Italia è circa il 6% dello stock totale, ovvero circa 2.000 strutture e più di 200mila camere, che invece rappresentano il 20% del totale, perché il numero medio delle camere degli alberghi di catena è di 100 stanze. In pipeline entro il 2025, secondo la ricerca di Scenari Immobiliari, ci sono 24.500 camere di strutture gestite in catena.
Riguardo alle catene, Schiavo ritiene che gli operatori nazionali dovrebbero essere più grandi perché in questo modo si promuove meglio il nostro Paese all’estero: “Il peso delle catene domestiche in Italia è piccolo rispetto ad altri Paesi come Francia, Spagna e Germania. Eppure è evidente che gli investitori spingono per far crescere il franchising, quindi bisognerebbe rafforzare i brand”.
Riguardo alle transazioni immobiliari, Schiavo sottolinea che, terminato questo momento in cui i tassi alti creano resistenza e incertezza per gli investitori, le operazioni real estate alberghiere potrebbero assestarsi in futuro su due miliardi di euro: “Ci aspettiamo però che aumenti il peso del capitale italiano negli investimenti, perché attualmente è soprattutto internazionale, e quindi i benefici vengono portati aldilà delle Alpi”.





