Zacchera Hotels stima di chiudere l’anno a 58 milioni di euro, in crescita del 10% sul 2022 e del 16% sul 2019. I progetti sono tanti e li racconta il CEO Antonio Zacchera.
Molto ‘tranchant’ Antonio Zacchera, CEO di Zacchera Hotels, nell’intervista che ha rilasciato a Pambianco Hotellerie. Ha le idee molto chiare su quello che bisognerebbe fare per valorizzare il territorio del Lago Maggiore, dove gestisce quattro hotel e un residence, e sul ruolo che dovrebbero giocare le istituzioni in questo contesto. Non si ferma a considerare lo status quo ma va oltre, con una ‘vision’ che lo porta a innovare, ad esempio pianificando lo sviluppo di formule ricettive non ancora presenti sul Lago Maggiore (e tra l’altro quasi assenti nella maggior parte dei bacini lacustri italiani). La novità in questione è il concept ‘family hotel’, in versione 5 stelle, una novità assoluta per questo territorio, dove sono presenti tante formule diverse, come gli alberghi con Spa, gli hotel gourmet, le strutture Mice, ma nessuno che abbia pensato a una formula targettizzata sulle famiglie con servizi appositamente studiati per i bambini, con spazi per l’intero nucleo familiare e per l’autonomia dei genitori. Il pensiero di Zacchera differisce anche dalle opinioni che circolano tra gli operatori su quest’estate, che è considerata per molti sotto le aspettative. Il CEO del gruppo piemontese offre invece un’analisi positiva, con previsioni di forte crescita sull’anno.
Il mercato lamenta un agosto lontano dal sold out. È così anche per voi?
Una rondine non fa primavera. Voglio dire che valutare solo un mese non è significativo. Agosto infatti è stato più o meno vicino al 2022, quasi sold out. Invece, se prendiamo in considerazione il periodo da inizio anno fino alla fine di agosto, abbiamo avuto un lieve calo del fatturato dalla clientela leisure (-3%) che però ha svoltato in positivo rispetto al 2019 (+12%). Per quanto riguarda gli altri due mercati su cui lavoriamo, il turismo organizzato negli otto mesi è balzato a +18% e il Mice a +11 per cento. Tornando al turismo leisure, ritengo che non abbia senso fare il confronto sul 2022 perché è stato un anno anomalo, con un boom dei ricavi dovuto al fatto che molte destinazioni estere erano ancora chiuse e quindi i turisti italiani ed europei si sono riversati sui viaggi in prossimità. Insomma, dopo due anni di Covid, la gente aveva voglia di muoversi ma l’offerta turistica nel mondo era minore rispetto al passato e quindi abbiamo avuto un afflusso record. Oggi però è diverso, quasi tutte le destinazioni internazionali sono aperte e si può volare con facilità, per questo ritengo che sia più coerente fare un confronto con il 2019.
Però turismo organizzato e Mice sono cresciuti anche sul 2022…
È vero e ne spiego le ragioni. Per quanto riguarda il turismo organizzato, l’accelerazione è dovuta al fatto che alcuni laghi hanno scelto di non accettare più i viaggi di gruppo, e questo ha ridotto l’offerta di strutture ricettive con conseguente concentrazione sul nostro territorio. Il Lago di Como già da qualche hanno ha ridotto questo mercato per ragioni logistiche, dato che le strade per raggiungere alcune località lariane non sono così agevoli come da noi, dove si arriva con l’autostrada. Inoltre, il Lago di Como ha avuto incrementi consistenti di pricing e anche questo ha fermato i viaggi attraverso le agenzie. Discorso diverso per il Mice: nel periodo della pandemia era dato quasi per defunto, invece il fatturato di questo mercato per il nostro gruppo ha superato il 2022, anno che già aveva battuto il 2019. Il motivo è che, dopo la fase degli eventi solo in digitale, si è capito che questa modalità non è proficua perché molte informazioni passano nei momenti di contatto informale in presenza, ad esempio durante l’after dinner, il coffee break, i party e le attività di team building.
Com’è il turismo sul Lago Maggiore?
L’offerta turistica da un punto di vista qualitativo è simile a quella del Lago di Como. In una ‘scala ideale’, a mio giudizio, in alto c’è il Lago di Como, poi il Lago Maggiore e il Lago di Garda. Sul nostro territorio sono presenti tante attrazioni, tra cui le Isole Borromee e Villa Taranto, ma il problema è che manca un marketing territoriale coordinato. Ci vuole un coordinamento tra pubblico e privato, anche perché le attività turistiche sono predominanti nell’economia territoriale. Si pensi solo che noi non abbiamo un brand, un logo, un’identità grafica che possa identificare e promuovere il Lago Maggiore.
Cosa chiede alle istituzioni per promuovere il territorio?
Andando sul concreto, va rivista l’imposta di soggiorno. Nata come tassa di scopo, è purtroppo diventata una voce che va a coprire diversi ‘buchi’ di bilancio. Se si analizzano i vari capitoli di spesa, si intuisce che questa imposta finanzia servizi come il rifacimento degli impianti fognari, dell’acqua potabile, la manutenzione delle strade e del verde. In parte è giusto, ma almeno un terzo delle entrate dovrebbe sostenere lo sviluppo di infrastrutture turistiche, la mobilità, la pedonalizzazione dei centri storici e delle piazze, attività culturali, insomma dovrebbe essere destinata principalmente a scopi turistici.
Cosa si può fare nel concreto?
La mia idea è questa: molti Comuni hanno richiesto un aumento del 50% dell’imposta di soggiorno per il 2024. Va bene, però creiamo apposite voci di bilancio a cui destinare le risorse pagate dal turista. Ad esempio, la realizzazione di ciclopedonali, la mobilità elettrica, la sistemazione dei sentieri, i vari eventi culturali. Aggiungo anche, allargando il discorso alle Ota, che una parte delle commissioni che gli hotel pagano alle agenzie online, dovrebbe ricadere sul territorio per la promozione dello stesso.
Quali mercati sono presenti sul Lago Maggiore?
La maggior parte dei turisti sono stranieri, provenienti prevalentemente da Germania, Francia, Svizzera e Regno Unito. Nei nostri alberghi arrivano principalmente tedeschi e americani, questi ultimi infatti vanno solo nei 4 stelle e 5 stelle. Va considerato che queste due categorie rappresentano il 38% del totale alberghi sul Lago Maggiore, ovvero 2.500 camere su un totale di 6.500 camere. Faccio notare che su questo territorio non è presente nessuna catena internazionale, eppure il Lago Maggiore ha caratteristiche ambientali e attrazioni di alto livello, con tre isole nel mezzo, nonché una maggiore esposizione solare rispetto al Lago di Como perché le montagne non calano a picco sulle rive, ed è vicino a Malpensa, aspetto fondamentale per il mondo Mice che chiede distanze minori di un’ora da un’aeroporto internazionale.
Previsioni di fatturato 2023 per Zacchera Hotels?
Il nostro gruppo gestisce quattro hotel 4 stelle e un residence tra Baveno e Stresa, per un totale di 900 camere. Prevediamo di archiviare l’anno con 58 milioni di euro, esercizio che mette a segno un incremento di fatturato del 10% sul 2022 e del 16% sul 2019.
Progetti per i prossimi anni?
Stiamo pensando al revamping di un nostro albergo per creare un family hotel 5 stelle. Attualmente stiamo dialogando con diversi ‘attori’, anche istituzionali, che ci devono supportare in questo progetto perché abbiamo bisogno di più spazio e dobbiamo aumentare i volumi. Sarebbe il primo 5 stelle del gruppo, il primo family hotel del gruppo e anche di tutto il territorio del Lago Maggiore, nonché uno dei pochi family hotel presenti sui laghi italiani. Si tratta quindi di un prodotto che manca sui laghi della Penisola, e che ha invece molte potenzialità in base alle analisi che abbiamo condotto.





