Il fattore demografico è un tema cruciale per gli equilibri del pianeta e dell’economia. La popolazione mondiale infatti sta aumentando e si stima che arriverà a quota 10 miliardi tra qualche anno. I protagonisti dell’accelerazione saranno gli wealthy people, che si stima cresceranno, in proporzione, con un tasso superiore rispetto al resto degli abitanti.
Se ne è parlato durante la scorsa edizione di Luxury Hospitality Conference, organizzata da Teamwork Hospitality. In questa occasione, Stefania Lazzaroni di Fondazione Altagamma ha comunicato che oggi sono 400 milioni i consumatori altospendenti stimati nel mondo e che Bain & Company prevede che nel 2030 saranno 500 milioni. “Queste previsioni – ha aggiunto – danno molto respiro perché significa che i vari settori del lusso si muovono all’interno di un comparto che ha una massa critica in forte espansione”.
Riccardo Illy di Polo del Gusto ha fatto notare che in Cina, oggi, i ‘ricchi’ sono 200 milioni, più degli europei. Il mercato quindi nei prossimi decenni continuerà a crescere, quantomeno per questi fattori demografici e socio-economici.
Riguardo all’identikit del consumatore dal portafoglio ‘pesante’, si tratta di un cittadino asiatico, mediamente di 25 anni, mentre 10 anni fa il consumatore-tipo di prodotti di lusso era europeo o americano e aveva circa 50 anni. Sempre durante l’evento, si è sottolineato che il nuovo acquirente di alta gamma, pur essendo orientale, ha valori molto vicini a quelli occidentali, come la sostenibilità, l’inclusività, la difesa ambientale.
Si è parlato anche dell’importanza del turismo per trainare i beni di eccellenza tricolore, dato che L’Italia è leader nella manifattura di lusso, come ha spiegato Alain Prost di Ginori 1745: “Rispetto all’esperienza del lusso che un consumatore fa all’interno di un negozio, che può durare anche un’ora, quella vissuta all’interno di un hotel dura due o più giorni. L’albergo quindi è un’occasione formidabile per i produttori di luxury goods”. Un altro motivo per cui il turismo spinge i beni di lusso è che il 60% di questi acquisti sono fatti dai viaggiatori nel mondo. “Il turismo però deve crescere a valore in Italia – ha aggiunto Lazzaroni – perché l’offerta di alta gamma non è ancora così sviluppata, pesa il 3% dell’offerta globale e genera il 25% del valore globale del turismo, cioè 30 miliardi di euro, che potrebbero diventare 100 miliardi se integrati con proposte alternative, esperienziali”.
Lazzaroni ha concluso dicendo che, globalmente, il mondo del lusso è un’industria molto resiliente, che vale 1.400 miliardi di euro comprensivi di tutti i settori, con una crescita stabile tra il 6% e il 7% l’anno. “L’anno scorso invece – ha sottolineato – è stato un anno record, il post-Covid ha visto aumenti a doppia cifra, anche del 22 per cento. C’è stato un rebound e una crescita a valore, dei prezzi”.





