È stata pubblicata lo scorsa settimana la sentenza del Consiglio di Stato n. 9188 che recepisce le indicazioni della Corte di Giustizia dell’Unione Europea – datate dicembre 2022 – e ribadisce che i portali di prenotazione per soluzioni di affitti brevi devono riscuotere e versare allo Stato la cedolare secca. Tra le prime reazioni sul pronunciamento c’è stata quella di Federalberghi, associazione degli imprenditori dell’ospitalità che da tempo si spendeva per “far sì che tutti gli attori del settore dell’accoglienza giocassero con le ‘stesse regole’. E oggi – commentano dal direttivo di Federalberghi – finalmente questa sentenza mette la parola fine a una telenovela che si trascina da più di sei anni, durante i quali ci si è appigliati a ogni cavillo pur di non rispettare le leggi. La federazione dal canto suo è intervenuta nel giudizio al fianco dell’Agenzia delle Entrate per promuovere la trasparenza del mercato, nell’interesse di tutti gli operatori, perché l’evasione fiscale e la concorrenza sleale danneggiano tanto le imprese turistiche tradizionali quanto coloro che gestiscono in modo corretto le nuove forme di accoglienza”.
Secondo Federalberghi, uno dei primi risultati che può portare il pronunciamento del Consiglio di Stato è che una grande realtà globale come è Airbnb possa sanare 500 milioni di euro di tasse non versate. “Secondo quanto riportato anche da diversi organi di informazione, l’Agenzia delle Entrate ha chiesto al portale di pagare: noi ci auguriamo che non si facciano sconti e che la web company americana venga invitata a versare per intero le somme non date all’erario in questi anni, senza dimenticare sanzioni e interessi. Senza comunque dimenticare che il mancato versamento delle imposte è solo uno dei tanti problemi generati dal far west degli affitti brevi e che quindi resta necessario provvedere celermente all’aggiornamento delle norme che disciplinano la materia. Occorrono regole, controlli e sanzioni, per tutelare i clienti, i lavoratori, i cittadini e le imprese”. Dal canto suo Airbnb ha fatto sapere che ha sempre collaborato con le autorità in materia fiscale e che supporta il corretto pagamento delle imposte degli host applicando la normativa europea di riferimento.
Infine anche Maria Carmela Colaiacovo, presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi, ha commentato la questione, sottolineando che “una regolamentazione del settore è indifferibile”. E ha precisato: “Non vogliamo nessuna demonizzazione del mondo degli affitti brevi, ma invece un sistema di regole che offra trasparenza e garanzie, in primis ai clienti. Una soluzione che oggi è indispensabile e che anche, a nostro avviso, metterà a disposizione di sindaci e amministrazioni locali elementi necessari alla miglior gestione dei territori”.





