Punta dritto verso i 7 milioni di euro di ricavi il gruppo Lake Como East Side di Lecco, forte di una prospettiva evolutiva nelle due strutture su quel ramo del lago di Como che guarda Lecco. E con l’attuale assetto, a regime dal 2026, l’amministratore delegato Fabio Dadati non esclude la possibilità di acquisire nuove gestioni.
Il modello è già costruito con la separazione tra proprietà dei muri ed esercizio, fin dal principio. Dopo aver dato vita nel 2013 alla Casa sull’Albero, struttura ricettiva da 12 camere con piscina, mini-Spa e sala colazioni ricavata dalla ristrutturazione di due ville prese in affitto, nel 2017 Dadati e la moglie prendono in gestione l’Hotel Promessi Sposi – storico albergo a 3 stelle della sponda orientale del lago – e riaprono il ristorante da Giovannino Bistrot già presente nella prima Guida Michelin del 1956.
“La Casa sull’Albero era stata la prima struttura ricettiva di design sul lago – spiega Dadati – e nel 2019 ci siamo trovati davanti a un bivio: investire sull’acquisto dei muri o su un nuovo progetto all’Hotel Promessi Sposi. Abbiamo scelto la seconda, rilevandolo con un partner che ha acquisito l’immobile. Per un anno l’abbiamo tenuto con la vecchia impostazione, ma si trattava di una struttura di novant’anni”.
Nel 2019 inizia una ristrutturazione radicale che si conclude nell’aprile 2023 con la riapertura dell’Hotel trasformato in un 4 stelle lusso con 69 camere, un ristorante fine dining, una Spa e un nuovo bar. “Il progetto è stato realizzato grazie all’investimento di circa 20 milioni di euro – riferisce l’imprenditore – con il partner immobiliare che ha creduto nella prospettiva di un innalzamento dell’offerta turistica del Lago di Como”.
I risultati sembrano premiare lo slancio. “La prima stagione è andata bene – riferisce Dadati – e l’esercizio 2023 si è chiuso con un fatturato di 5,3 milioni (ebitda margin vicina al 17% e utile ante imposte 11%), nonostante siamo partiti solo ad aprile e con gli inevitabili rallentamenti nella fase di avvio”. Il Promessi Sposi attrae soprattutto una clientela internazionale, diversamente dalla Casa sull’Albero che ospita molti milanesi in cerca di quiete fuori porta. “Gli stranieri rappresentano quasi l’80% delle presenze – chiosa l’AD – e l’estate 2024 ha visto un forte arrivo di americani, che prima non scendevano oltre Bellagio o Varenna. Lavoriamo bene anche con francesi, scandinavi e arabi, meno di frequente con ospiti tedeschi”.
Quest’anno la proiezione è in crescita del 25% – dichiara Dadati – “con ricavi che dovrebbero assestarsi a 6,8 milioni, da un lato perché abbiamo lavorato tre mesi in più e dall’altro per lo sviluppo dell’offerta. Il bar e la terrazza rooftop funzionano e, come i ristoranti, sono aperti anche a chi non è ospite da noi”. Il no-room pesa circa il 50% sui ricavi food & beverage.
Con una previsione che, da business plan, prevede di arrivare a regime tra il 2027 e il 2028, Dadati conferma di voler prima consolidare e poi crescere per una decina d’anni. “Mi piacerebbe ampliare con un’altra struttura sempre sul territorio – conclude l’imprenditore – dato che abbiamo un’organizzazione manageriale in grado di affrontare una espansione. D’altra parte devi avere dimensioni capaci di reggere le performance e vorrei arrivare ad avere uno chalet service per poter aprire altre strutture con un nucleo di persone capaci”. E dovranno aumentare anche i prezzi, dato che oggi su questa sponda del lago le tariffe sono un decimo rispetto alle mete più conosciute e questo non permette grandi investimenti. “Il territorio di Lecco si sta sviluppando – aggiunge – con focus sul turismo sportivo e all’aria aperta. La svolta potrebbe venire con le prossime Olimpiadi “.






