Un progetto dai grandi numeri, il budget più consistente che la famiglia Azzola abbia mai investito sui suoi resort: i titolari del marchio The Cocoon Collection hanno messo sul piatto 50 milioni di euro per lo sviluppo di Bawe lsland a Zanzibar. “Un investimento – precisa Alessandro Azzola, founder & managing director di The Cocoon Collection – che comprende la concessione dell’isola per 90 anni e la creazione del resort, i cui lavori sono durati due anni. Questo ci ha permesso di avere ‘un’isola nell’isola’ perché a Zanzibar le spiagge sono pubbliche, mentre a Bawe Island si gode la massima privacy e una natura rimasta incontaminata”.
Bawe Island inoltre ha il primato di essere l’unico ‘one island one resort’ 5 stelle lusso a Zanzibar. L’arcipelago della Tanzania infatti, a differenza di altre mete turistiche internazionali, conta un numero minore di strutture di alta gamma. “Il Paese però sta compiendo – aggiunge Azzola – significativi passi avanti verso lo sviluppo come destinazione di lusso. Nonostante alcune sfide, riguardanti la disponibilità di personale altamente qualificato e la qualità delle forniture, siamo riusciti a creare un resort di eccellenza, con 70 ville dotate di piscina privata, maggiordomo e una serie di servizi senza eguali nella destinazione. Abbiamo anche introdotto nella struttura brand di eccellenza made in Italy, come Lago, Etro e Frette. Con un Adr attorno a 1.500 euro, ci proponiamo adesso di conquistare nuovi mercati e in particolare quelli americani”.
Con l’operazione Bawe, Cocoon in realtà ha fatto da apripista, perché ormai i radar sono accesi su Zanzibar, che presenta grandi margini di crescita. Nei prossimi anni debutteranno sull’isola Anantara e Four Seasons, e altri brand internazionali hanno messo la destinazione nel mirino.
Passando invece alla capogruppo Azemar Holding, a cui fanno capo il tour operator Azemar e la divisione alberghiera The Cocoon Collection, il fatturato stimato per il 2024 è di 85 milioni di euro, in linea con il 2023. La redditività della parte alberghiera è molto alta e quando le strutture sono a regime raggiunge un ebitda margin del 50 per cento.
Per il futuro, la roadmap è ancora serrata. Cocoon attualmente contra tre strutture alle Maldive (Cocoon Maldives, You&Me, Joy Island) e nel primo semestre 2025 partiranno i lavori per la realizzazione di un altro resort di fronte a Joy Island. Allo stesso modo, sono tre le strutture attuali a Zanzibar (Gold Zanzibar, Island Pongwe Lodge, Bawe Island) e l’anno prossimo verrà aperto un albergo a Prison Island, isola dell’arcipelago. “Sarà una struttura molto african style – sottolinea Azzola – ma declinata in chiave moderna. Conterà 30 camere, sarà adults only, e avrà un’atmosfera romantica e riservata”.
La ‘vision’ di questa famiglia imprenditoriale va oltre l’Oceano Indiano: “In futuro – conclude il managing director – ci vogliamo addentrare nell’entroterra. L’idea è quella di aprire un lodge nel Parco nazionale del Serengeti. In questo modo, tra safari e fuga marina a Zanzibar faremo scacco matto”.






