Glamping, villaggi, nuovi concept, maggiori comfort e servizi innovativi segnano lo sviluppo di un settore turistico che piace sempre più a stranieri e giovani.
Numeri che ‘pesano’: 11,4 milioni di arrivi (+3,5%), 71 milioni di presenze (+1,3%) e un giro d’affari di 8 miliardi di euro. Sono le cifre del turismo open air in Italia nel 2024 rilasciati recentemente da Faita-Federcamping. Fotografano lo stato di (ottima) salute di un settore che conta oltre 2.600 strutture con circa 1 milione e mezzo di posti letto, oltre il 25% dell’offerta nazionale. Grazie agli investimenti su innovazione, digitalizzazione e sostenibilità il turismo all’aria aperta quest’estate ha caratterizzato più di una vacanza su 5 degli italiani, affermandosi per la qualità e la varietà della sua offerta, sia in termini di strutture che di servizi ed experience.
Spesa in aumento
Secondo l’Osservatorio del turismo outdoor condotto da Human Company e Istituto Piepoli, i driver di questa crescita sono soprattutto la possibilità di vivere in libertà (33%) e il contatto con la natura (24%). E optare per l’outdoor non è più una questione economica visto che la spesa media per una vacanza en plein air si attesta sui 2.441 euro, in aumento di 520 euro rispetto allo scorso anno. La qualità dei servizi e delle esperienze di alloggio offerte dalle strutture all’aria aperta è ormai al livello delle migliori strutture ricettive alberghiere. Come nel caso di Club del Sole, il gruppo fondato nel 1974 dalla famiglia Giondi, sinonimo in Italia di vacanze all’aria aperta con i suoi 23 villaggi in 7 regioni diverse e un fatturato 2024 di circa 110 milioni di euro (+10% sul 2023). La promessa del brand è fondata sulla capacità di offrire un format unico di vacanze: le Full Life Holidays, capaci di coniugare comfort contemporanei e natura. “La percezione del turismo outdoor e dei campeggi sta cambiando grazie anche a nuovi concept come quello del glamping, che può essere una traiettoria di sviluppo ma rimane un perimetro di estrema nicchia” afferma Angelo Cartelli, general manager di Club del Sole – La vacanza open air è oggi vincente al di là di questo concept. Soprattutto dopo la pandemia i turisti (stranieri in particolare) e i giovani della Gen Z cercano in modo particolare questo tipo di format, attento all’ambiente e connesso con la natura”.
Libertà di fruizione, sostenibilità ed esperienze personalizzate, con qualche inserto glamping, sono elementi chiave anche dell’offerta di Sandaya, uno dei principali operatori nel settore del turismo open air in Europa (300 milioni di euro e un ebitda di 94 milioni) con 61 strutture distribuite tra Francia, Spagna, Belgio, e da quest’anno Italia grazie all’acquisizione di quattro campeggi. “L’espansione in Italia rappresenta una nuova area di crescita – afferma il CEO di Sandaya Italia Roberto Franchi – e la nostra visione è quella di diventare un riferimento nel settore, con un approccio che unisce valori europei di qualità e sostenibilità. L’Italia ha un grande potenziale di sviluppo nel turismo open air, uno stile di vacanza che riflette i nuovi bisogni dei viaggiatori contemporanei, orientati al contatto con la natura e alla responsabilità ambientale. Ecco perché creiamo destinazioni che rispettino l’ambiente e offrano un’esperienza unica, con il comfort e la cura dei dettagli tipici dei migliori servizi ricettivi”.
Nuovi concept
Innovazione di prodotto che passa anche da un’azienda come Crippaconcept, leader (con 3.000 unità realizzate e vendute in un anno e 68 milioni di euro di fatturato) nella produzione di mobile home e maxi caravan. “Aver riconvertito nel 2010 la nostra produzione – evidenzia Sergio Redaelli, AD Crippaconcept – ci ha permesso di rispondere immediatamente alle nuove esigenze dei viaggiatori, desiderosi di esperienze significative. Abbiamo integrato comfort e attenzione all’ambiente, come documentato nel nostro report Esg, e oggi siamo una componente valoriale dei nuovi camping village. Oggi progettare una mobile home vuol dire pensare ad una pianificazione complessiva dello spazio che rispetti l’ambiente e includa cluster di unità abitative mobili. Le nostre mobile home si integrano armoniosamente nel paesaggio, migliorano il comfort abitativo, e non consumano suolo, poiché a fine ciclo vita possono essere rimosse e il terreno ripristinato allo stato originale”.
La flessibilità del format, la qualità delle unità alloggio e gli spazi fanno dunque la differenza. “Noi abbiamo ‘case’ da 32 a 40 mq. sempre con due camere da letto oltre alla veranda che va dai 24 ai 32 mq. – evidenzia Cartelli di Club del Sole – che sono adatte ad ogni segmento di turisti. Quest’anno raggiungiamo a consuntivo 3,2 milioni di presenze, il 45% delle quali straniere. Numeri in costante crescita che avvalorano la nostra scelta di puntare sulla qualità dell’offerta in termini di strutture, servizi ed experience. E che ci spingono a guardare sempre avanti e continuare ad innovare: ‘case’ più confortevoli e moderne, nuovi layout dei villaggi , spazi più ampi e possibilità di acquistare tutto ‘day-by-day’ con una libertà, anche online, che raramente si trova in altri prodotti come il nostro”. Un futuro roseo dunque per il settore, tanto che Club del Sole punta a nuove acquisizioni e investimenti strategici. “L’evoluzione societaria – conclude Cartelli – ha portato i fondi Neuberger Berman e Tec-The Equity Club (Mediobanca) a possedere il 49% delle quote, con il controllo del gruppo ancora saldamente nelle mani della famiglia Giondi. Che grazie a questi capitali adesso ha la forza per crescere ancora e guardare a future operazioni di M&A”. Solidità societaria e ottimismo anche per Sandaya (54% di InfraVia Capital Equity Found, 25% dei due soci fondatori Francois George e Xavier Guilbert e il restante 21% in mano a società finanziarie). Il CEO Franchi lavorerà anche sul glamping per raggiungere un target più ampio, innovare l’offerta e posizionarsi come leader nel settore.





