Associazione internazionale delle compagnie crocieristiche, Clia ha pubblicato il suo nuovo report intitolato ‘Made in Europe’ e dedicato al futuro del cruising nel vecchio continente. Secondo gli analisti dell’ente entro i prossimi 12 anni sono già stati stanziati investimenti nei cantieri europei per circa 57 miliardi di euro: fondi che serviranno alle principali compagnie internazionali per costruire 72 delle 76 navi da crociera che saranno varate in tutto il mondo proprio entro il 2036. Si tratta del 97% delle costruzioni totali e ben 40 di esse (pari al 53%) saranno quelle realizzate nei cantieri specializzati presenti in Italia.
Secondo lo studio, la crocieristica rappresenta l’80% del valore degli ordini di navi commerciali che hanno oggi in pancia i cantieri europei, ma coinvolge anche altre aziende continentali in tutta la catena del valore: dai fornitori delle piastre d’acciaio per lo scafo alle attrezzature di bordo ad alta tecnologia, fino all’allestimento degli interni e delle cabine per i passeggeri. In base a queste analisi il report spiega come la stessa crocieristica europea è una filiera che nel continente genera ogni anno complessivamente 55,3 miliardi di euro di giro d’affari e 400mila posti di lavoro. Circa un quarto di entrambi i valori si concretizzano proprio in Italia: con 14,7 miliardi di turnover e quasi 100mila addetti occupati.
“Il vecchio continente è leader mondiale nella costruzione di navi complesse e innovative – ha spiegato Samuel Maubanc, direttore generale di Clia Europa – e il cruising è parte fondamentale di questo cluster industriale. Oggi in pratica quasi tutte le navi da crociera del mondo sono costruite nei cantieri europei: ecco perché il settore crocieristico è fondamentale affinché l’Europa possa rimanere competitiva a livello industriale. Il cruising è inoltre motore di innovazione: le compagnie da tempo investono in nuove tecnologie e nuove soluzioni energetiche sostenibili che si applicheranno in futuro a tutto il settore marittimo e non solo”.
L’impatto economico della crocieristica però non si esaurisce con il varo di una nave ma prosegue per decenni lungo la ‘vita’ della stessa ammiraglia, moltiplicando sul territorio il valore della sua costruzione. Secondo Clia ad esempio, in Europa si contano più di 350 porti (di cui 60 in Italia): ogni volta che una nave attracca in uno di essi genera sviluppo delle comunità e dei fornitori della zona. Ovviamente poi anche i crocieristi sono fonte di spesa diretta, che in media è di 700 euro per passeggero nelle città di attracco e discesa durante una crociera di sette giorni. Una cifra che in Italia ammonta in media a 1,4 miliardi di euro l’anno. Inoltre, più del 50% dei crocieristi torna a visitare le località negli anni successivi, mostrando l’efficacia delle crociere quale strumento di marketing turistico e territoriale.





