L’introito relativo all’imposta di soggiorno per le amministrazioni comunali italiane nel 2024 raggiungerà circa 976 milioni di euro, con la previsione nel 2025 di superare un miliardo. Già a fine novembre gli incassi complessivi avevano registrato un incremento di circa 100 milioni rispetto alle previsioni dell’Osservatorio Nazionale di Jfc di inizio anno, che stimava un incasso di 846 milioni di euro.
Un discreto aumento se si considera che nel 2023 gli incassi si erano attestati sui 702 milioni di euro, a +13,4% sull’anno precedente. Tra i fattori responsabili della crescita di quest’anno si annoverano gli aumenti delle tariffe della tassa, l’introduzione della stessa in nuovi Comuni, l’estensione dei periodi di applicazione e la riduzione delle esenzioni. Tuttavia, l’elemento più rilevante è stato l’andamento positivo dei flussi turistici, che ha avuto un impatto soprattutto nelle principali città d’arte italiane.
A livello geografico, sul podio regna la regione Lazio, che ha incassato quest’anno più di tutte le altre grazie a Roma, con un incasso di oltre 295,2 milioni di euro (+55%), seguita dalla Lombardia con 108,2 milioni (+15%), dalla Toscana con 100,3 milioni e dal Veneto con 98,9 milioni. “Cifre davvero ‘monstre’ che ci indicano come questa tassa sia considerata dai Comuni uno strumento essenziale per acquisire risorse, la maggior parte delle quali utilizzate per interventi non turistici”, ha dichiarato Massimo Feruzzi, CEO di Jfc.





