Fh55 Hotels archivia un 2024 in crescita. Il gruppo alberghiero, fondato nel 1955 dal pioniere dell’hotellerie Dino Innocenti, aveva chiuso infatti il 2023 con un fatturato di 31 milioni di euro – in netta salita rispetto al passato, dato che il precedente più brillante era fermo a 26 milioni – e il 2024 ha visto un ulteriore balzo in avanti, con il superamento di quota 34 milioni.
La holding Florence Hotel è la cassaforte di proprietà della famiglia Innocenti, nella quale sono confluite le quote della Monte Carlo Immobiliare, proprietaria di cinque strutture, di cui ha assunto anche la gestione diretta: il Grand Hotel Mediterraneo, l’Hotel Calzaiuoli e il Med Executive Hotel in città a Firenze, l’Hotel Villa Fiesole e il Grand Hotel Palatino a Roma. Per un totale di 567 camere.
Le realtà che compongono il gruppo conservano ognuna un’identità peculiare, ma la direzione è unitaria e prosegue nel percorso di crescita con una visione organica. Ancora in fase di espansione, recentemente il gruppo ha acquisito una guest house con sei camere alle spalle del Mediterraneo. “L’idea iniziale era di fare una staff house – spiega il general manager Claudio Catani – ma andavamo verso il periodo invernale e non c’era staff da accomodare, per cui l’abbiamo messa sul mercato e ci siamo dilettati nel capire come funziona l’accoglienza turistica extra-alberghiera. Il risultato è che funziona ed è divertente”. Inoltre sono state acquisite e aggregate all’Hotel Calzaiuoli alcune camere già gestite in affitto, che verranno presto trasformate in suite.
Un passaggio ambizioso ha visto però come perno il boutique hotel di charme Villa Fiesole, dove il gruppo ha investito 2,5 milioni di euro di cui 1,5 su un progetto di fine dining: il ristorante Serrae Villa Fiesole è stato infatti rinnovato e affidato alla guida dello chef fiorentino Antonello Sardi, che, affiancato da un team giovanissimo, ha portato la struttura alla conquista della stella Michelin.
Il percorso di Fh55 Hotels è però tutt’altro che compiuto. “La proiezione è di arrivare a 40 milioni di fatturato in due anni – riferisce Catani entrato nel gruppo ad aprile 2023 – mantenendo gli stessi asset, ma riqualificati. In particolare a fronte di un investimento da 21 milioni sul Palatino a Roma (con un progetto che dovrebbe godere del supporto del Pnrr) per il quale è prevista una riduzione nel numero di camere da 198 al 157, che avranno metrature più generose. E passando di categoria a 5 stelle ci consentirà un raddoppio del fatturato”. L’operazione è già stata avviata, intervenendo su tre piani con risorse proprie e proseguendo ora con altri due.

Se dunque gli investimenti procedono col piede sull’acceleratore e la crescita è palpabile, anche la marginalità è più che soddisfacente. Con Ebitda al 33% nel 2024 (nel 2023 era al 31%, con fatturato inferiore) “il fatturato cresce in maniera sana – rimarca il GM – dato che i costi sono sostanzialmente rimasti uguali, mentre abbiamo aumentato il ricavo medio. È stato necessario creare una struttura di management che gestisse questa evoluzione, perché quando si fanno questi salti importanti di fatturato è necessario avere alle spalle un controllo di contabilità pesante, anche supportata da investimenti su software dedicati”. E con questa forza il gruppo valuta anche l’acquisizione di nuove strutture in gestione. “Stiamo valutando un paio di opportunità su Firenze e su Roma, perché è impensabile oggi pensare di crescere esclusivamente acquisendo le mura”, chiosa.
Il controllo di gestione – riferisce Catani- è essenziale anche per rendere profittevole l’operazione sulla ristorazione. “È un asset positivo e non deve drenare risorse alla room division”, chiarisce il manager, che infatti oggi può contare su ricavi dagli outlet F&B pari al 25% del fatturato.





