Con un fatturato in rapida crescita, il gruppo del benessere ha in serbo nuove aperture, tra cui un ‘resort’ sul lago di Como e un QC Room a Milano.
Il mondo QC nasce da un sogno di Saverio e Andrea Quadrio Curzio: un’avventura iniziata a Bormio, nel cuore della Valtellina, e approdata oltreoceano a Governors Island, a pochi minuti dalla Grande Mela. Dal 1998 a oggi, l’azienda dell’ospitalità wellness ha inanellato una serie di aperture, arrivando a 12 centri e 7 hotel in luoghi unici: Bormio, Pré Saint Didier, Milano, Torino, Monte Bianco, San Pellegrino, Roma, Dolomiti, Chamonix-Mont-Blanc, New York e Garda. Una crescita inarrestabile, che ha reso il gruppo leader per fatturato tra i player italiani: QC infatti ha chiuso il 2023 a 147,3 milioni di euro e prevede di sfiorare 170 milioni nel 2024, “con un ebitda margin che avrà un significativo miglioramento – racconta Francesco Varni, CEO & Corporate activities and Development – grazie alla ‘maturazione’ dei centri più recenti che porteranno a una crescita della marginalità”.
E l’espansione del modello continua: l’anno prossimo sono previste infatti diverse novità. Una è l’apertura di un albergo modello ‘QC Room’ a Milano, in zona Porta Romana, ovvero nelle immediate vicinanze di QC Milano in Piazzale Medaglie d’Oro: “Abbiamo iniziato – continua il manager – gli interventi di adeguamento dell’immobile, che gestiremo in affitto e che probabilmente verrà aperto nella primavera 2025. Si tratta di uno smart hotel con design di alta qualità e gestione automatizzata, che prevede la prenotazione online e totem per la registrazione. Abbiamo deciso di aprire questa tipologia di albergo sulla scia del successo del QC Room di San Pellegrino e sarà rivolto sia a coloro che effettuano le esperienze sia a turisti in visita nella città”. La seconda novità è un ‘resort’, ovvero un ‘centro benessere più hotel’, che nascerà sul lago di Como. Nei primi mesi del 2025 dovrebbero aprire i cantieri.
Intanto il gruppo, che da ottobre 2017 ha visto l’ingresso nella società di White Bridge Investments, sta procedendo anche con il nuovo hub milanese in viale Certosa, che comprende l’headquarter con centro benessere e albergo: “Siamo in fase finale di acquisizione dei permessi e ci auguriamo di aprire i cantieri nei primi mesi del 2025”. Nel contempo, stanno proseguendo i lavori per Terme Berzieri di Salsomaggiore Terme, in provincia di Parma. “Si tratta di un intervento molto complesso – sottolinea Varni – perché è un immobile storico in stile Art Déco, di grandi dimensioni, con Spa realizzata nell’ex centrale termica e sottoposta al vincolo della Sovrintendenza”.
Completano il già ricco portfolio di QC, due progetti a Parigi su cui il gruppo sta lavorando per verificare la fattibilità e l’acquisizione dei permessi, nonché l’ampliamento del centro newyorkese, e altri progetti tra Svizzera, Londra e Florida.
CAMBIANO I COMPORTAMENTI
Per quanto riguarda i nuovi trend, Varni rileva che si sta progressivamente abbassando l’età della fruizione dei servizi di benessere e che è sempre più evidente una crescita significativa di servizi ‘dinamici’ e soprattutto esperienziali. Infatti, il percorso di QC nasce per regalare esperienze immersive ai confini tra realtà e immaginazione anticipando i bisogni degli ospiti e non tradendoli mai in termini di servizio e aspettative. In questa ottica rientra anche il nuovo rebranding, QC Spa of Wonders, che valorizza il concetto imprescindibile di meraviglia e oscilla tra due poli concettuali: dal desiderio di raccoglimento alla voglia di divertimento, dalla cura del corpo a quella della mente. Una dualità confluita in un simbolo di benessere ed energia con un logo nero e arancio che si intreccia dando vita al wonder ray, un arco composto da un susseguirsi armonioso di raggi.
“Siamo molto soddisfatti del nuovo brand – osserva il CEO e founder del gruppo Andrea Quadrio Curzio – perché negli anni ci siamo posizionati sempre più verso il lifestyle e il fashion, allontanandoci dal termalismo tout-court. Questo ci ha avvicinato moltissimo alle generazioni più contemporanee (X Generation, Millennials e Z Generation), che hanno codici comportamentali, consumistici e valoriali diversi da quella che era la nostra clientela originaria. In breve, offriamo oggi un approccio olistico, molto esperienziale, dinamico, e sempre più contemporaneo”.





