L’Italia comincia a destagionalizzarsi. Secondo il nuovo report di SiteMinder, che ha analizzato oltre 125 milioni di prenotazioni globali, durante lo scorso anno sono aumentate le prenotazioni alberghiere tra maggio e ottobre, entrambe a +8,9 per cento, seguite da un “sorprendente” incremento nei mesi di febbraio e marzo, rispettivamente dell’8 e del 4%, seguite da settembre a +2 per cento.
Inoltre, l’Italia è nel 65% dei mercati globali che nel 2024 hanno registrato un rincaro delle tariffe alberghiere rispetto all’anno precedente, con un Adr che ha raggiunto 239,60 euro rispetto a 238,90 euro del 2023.
“Una più ampia distribuzione delle prenotazioni nel 2024, unitamente al ritorno degli ospiti internazionali in una delle destinazioni più ricercate al mondo, non solo riflette un significativo interesse per le stagioni meno affollate, ma indica anche la crescente popolarità di destinazioni emergenti accanto ai luoghi simbolo dell’Italia”, commenta Simone Portaluri, regional manager for Italy di SiteMinder. “Queste tendenze hanno contribuito ad un aumento delle tariffe delle camere, che gli albergatori locali dovrebbero continuare a mantenere. Guardando al futuro, gli hotel e i fornitori di alloggi in Italia trarranno grande beneficio dall’utilizzo di approfondimenti basati sui dati e su strumenti di intelligence di mercato, soprattutto perché le finestre di prenotazione continuano ad allungarsi. Per le strutture italiane, comprendere quando e da dove arrivano i loro ospiti sarà fondamentale per massimizzare i loro guadagni”.
Per il settimo anno consecutivo, inoltre, Booking.com si conferma al primo posto come canale di prenotazione che ha generato più ricavi nel 2024 per gli hotel italiani. Il ritorno dei viaggiatori provenienti dalla Cina e dall’Asia, che considerano l’Italia una delle loro destinazioni europee preferite, ha contribuito alla crescita di Trip.com, permettendo alla piattaforma di guadagnare due posizioni rispetto all’anno precedente.





