Se ne è andato all’età di 88 anni, a Lisbona, Karim Aga Kahn, principe ismailita nonché imprenditore e filantropo che ha vissuto in diverse città del mondo e il cui nome è legato all’Italia perché è stato ‘letteralmente’ l’inventore della Costa Smeralda.
Era il 1961 quando, in quell’area nord orientale della Sardegna, allora dominata da terreni incolti e da pascoli, dove non c’erano strade né acqua o elettricità, il giovane principe ebbe un’idea visionaria: comprare i terreni e trasformare l’area in una destinazione di lusso del turismo mondiale. E così fece, insieme a una cordata di imprenditori e con il sostegno di esponenti della politica locale.
Una mente lungimirante quella dell’Aga Kahn perché ha voluto la creazione del Consorzio Costa Smeralda, senza scopo di lucro, ma con un obiettivo ben preciso: controllare e governare lo sviluppo urbanistico, territoriale e architettonico della destinazione e contrastare quindi ogni tipo di speculazione edilizia. Lo statuto infatti impone regole ferree per il rispetto di criteri architettonici (volumetrie, materiali, colori) per tutte le costruzioni e persegue un rapporto molto equilibrato tra ‘cemento’ e natura.
In un certo senso, Aga Khan è stato antesignano della sostenibilità e della tutela del territorio. Infatti ha anche istituito in Costa Smeralda un Comitato di Architettura, proprio al fine di garantire la conservazione del patrimonio naturale preesistente e concepire uno stile in grado di coniugare le bellezze naturali con gli elementi della tradizione costruttiva locale. Ha chiamato a far parte del Comitato i migliori architetti dell’epoca, ovvero quattro giganti dell’architettura: Luigi Vietti, Jacques Couëlle, Michele Busiri Vici e Antonio Simon Mossa.
Infatti, tra le prime costruzioni a vedere la luce fu il celebre e iconico Hotel Cala di Volpe, disegnato dalla prestigiosa matita di Jacques Couëlle.
Tra le altre iniziative, Aga Khan è stato fondatore dello Yacht Club Costa Smeralda, della compagnia aerea Alisarda, (poi divenuta Meridiana e successivamente fallita) e ha acquisito nel 1985 il controllo del gruppo Ciga Hotels, che è andato in crisi nel ’95 ed è stato venduto a Sheraton. Il principe ha anche lanciato la sfida Azzurra per la Coppa America.
Successivamente, ha portato avanti attività in diverse aree del mondo, finanziando anche servizi di istruzione e sanità in Bangladesh e in Afghanistan attraverso il suo Aga Kahn Development Network, e ha costruito un ‘impero’ che viene stimato, secondo indiscrezioni di stampa, in 13 miliardi di dollari.





