Un bilancio a due vie per Marriott International a chiusura del 2024: i ricavi del gruppo alberghiero americano hanno raggiunto 25,1 miliardi di dollari, in crescita del 6% rispetto ai 23,7 miliardi dell’anno precedente, quando aveva realizzato il sorpasso sul 2019 e portato a casa un utile in crescita del 31% a tre miliardi di dollari. Da allora, l’utile è sempre sceso fino a chiusura del 2024 quando il numero uno dell’hotellerie al mondo ha incassato un calo dell’utile netto del 23% a 2,3 miliardi.
Per quanto riguarda l’outlook 2025, Reuters segnala che l’utile è previsto inferiore alle stime di Wall Street, penalizzato dalle scarse performance degli hotel di Marriott nella Grande Cina, che hanno fatto scendere le azioni della catena alberghiera di quasi il 5 per cento. Secondo i dati raccolti da Lseg, Marriott prevede un utile rettificato annuo compreso tra 9,82 e 10,19 dollari ad azione, al di sotto delle aspettative degli analisti di 10,65 dollari ad azione.
A pesare, la difficile situazione economica della seconda economia più grande del mondo, per cui i cinesi hanno viaggiato meno all’interno del Paese e Marriott prevede che nel 2025 i ricavi derivanti dalle camere nella Grande Cina rimarranno pressoché invariati rispetto all’anno scorso. I viaggi in uscita invece sono più elevati perché trainati dai ricchi consumatori cinesi.
Tornando al 2024, le camere nette sono cresciute del 6,8% rispetto al 2023, ovvero un’aggiunta di 109mila stanze a livello globale che ha portato Marriott a contare oltre 9.300 proprietà nel mondo, con circa 1,7 milioni di camere.
Alla fine dell’anno scorso, inoltre, il gruppo con sede a Bethesda nel Maryland aveva comunicato ai dipendenti dell’headquarter nella Contea di Montgomery che i suoi piani di ristrutturazione comportano 833 licenziamenti. Taglio di personale che riguarda solo la sede del Maryland, non gli hotel del gruppo.





