Ihg Hotels & Resorts (Ihg) ha acquisito il marchio alberghiero Ruby, dalla società Ruby Sarl, per 110,5 milioni di euro. Istituito nel 2013, questo brand, di livello lifestyle urbano premium, conta attualmente 20 hotel nelle principali città europee, tra cui uno in Italia, e altri dieci in cantiere.
Nello specifico dell’acquisizione, la società operativa Ruby Sarl continuerà a gestire gli hotel attualmente aperti e quelli futuri sviluppati sotto il marchio Ruby, stipulando accordi di franchising individuali con Ihg, versando a quest’ultima le royalty di marchio e le commissioni del system fund. Quelle iniziali di franchising che Ihg riceverà dalle 20 attuali aperture e dai dieci progetti in pipeline (che dovrebbero aprire entro la fine del 2027) sono previste in circa otto milioni di dollari nel 2028, che sarà il primo anno completo in cui tutti i 30 hotel faranno parte del sistema Ihg. Considerando ulteriori sviluppi per aprire nuove strutture oltre a quelle già in pipeline, insieme ai piani di Ihg per espandere il marchio Ruby con altri albergatori a livello globale, le commissioni di franchising previste entro il 2030 supereranno i 15 milioni di dollari.
Relativamente all’espansione del brand, il gruppo prevede di poterlo sviluppare negli Stati Uniti entro la fine dell’anno. Nello specifico, l’obiettivo del gruppo è far crescere Ruby fino a superare i 120 hotel nei prossimi dieci anni, accelerando ulteriormente fino a oltre 250 hotel in 20 anni, grazie anche alla collaborazione con altri albergatori a livello internazionale. “Il settore urban micro rappresenta un modello favorevole al franchising con vantaggi economici per gli albergatori, e vediamo eccellenti opportunità non solo per espandere la solida base europea di Ruby, ma anche per portare rapidamente questo entusiasmante marchio nelle Americhe e in Asia, come già fatto con precedenti acquisizioni di marchi”, ha dichiarato Elie Maalouf, AD di Ihg Hotels & Resorts.
Nel 2024 Ihg ha registrato ricavi pari a 4,92 miliardi di dollari, con un incremento del 32% rispetto all’anno fiscale 2023. Tuttavia, l’utile netto si è attestato a 628 milioni, segnando un calo del 16% rispetto al 2023. Di conseguenza, il margine di profitto è diminuito dal 20% al 13%, a causa dell’aumento delle spese. Infine, l’Eps (utili per azione) è stato di 3,90 dollari, in calo rispetto ai 4,44 dollari dell’anno precedente.




