L’annuncio era stato fatto alla recente fiera Bit: anche per il 2025 il Comune di Venezia riproporrà il ‘contributo d’accesso’ ovvero la tassa d’ingresso in città. Sarà attiva per 54 giorni – tra maggio, giugno e luglio -, e costerà 5 o 10 euro a seconda dell’anticipo con il quale sarà acquistata. Il motivo è sempre lo stesso: avere fondi in più da usare per ‘tamponare’ il conto milionario che l’overtourism presenta ogni anno alle amministrazioni locali in Laguna come in molte altre mete turistiche del Belpaese. E che per una città come Venezia – ma anche come Firenze o Roma – arriva fino a 20 milioni di euro l’anno, come spiegano i dati di uno studio in via di pubblicazione e realizzato dalla società di marketing turistico Jfc.
“Il calcolo nasce – ha spiegato Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc – dal costo medio per ospite al giorno che deve affrontare una destinazione a causa dell’overtourism: per una meta unica come Venezia secondo il nostro studio è pari a circa 4,7 euro per ospite al giorno; mentre per città più piccole, come Verona, Napoli, Perugia o Siena, si possono toccare i 2,9 euro. Il che ci porta a un totale di 20 milioni di euro all’anno per Venezia e a circa 6,7 milioni per le destinazioni minori. Mentre alle mete marine, montane o lacustri servono rispettivamente 7 milioni, 2,8 e 4 milioni per località per cercare di coprire i maggiori costi e oneri necessari per gestire l’aumento dei turisti che le visitano soprattutto quando si tratta di ospiti ‘mordi e fuggi’, quelli che restano per poche ore”.
Come si calcolano questi costi extra? Sono tutte le spese che le amministrazioni devono mettere in campo per creare servizi pubblici ‘maggiorati’ rispetto a quelli normalmente in uso. Ad esempio aree di sosta per i pullman, aumento di mezzi per il trasporto pubblico, potenziamento dei servizi sanitari e allungamento dell’orario di lavoro del personale della polizia locale o di quello dedicato alla raccolta dei rifiuti e alla manutenzione del territorio. “Anche i piccoli comuni che si trovano ad affrontare questa situazione di grande afflusso turistico devono investire in media 400mila euro l’anno. Ad esempio, secondo i nostri calcoli, nell’area delle Cinque Terre in Liguria, si devono preventivare 4,5 euro di spesa ‘imprevista’ per visitatore al giorno; oppure, sulle Dolomiti, alle amministrazioni servono 3,6 euro di spesa in più per gestire il fenomeno dell’overtourism”.





