Gruppo industriale siderurgico globale, con un fatturato di otto miliardi di euro, Marcegaglia Steel opera anche nel settore del turismo il cui giro d’affari è racchiuso nella holding Marcegaglia Investments. “Per noi l’ospitalità – racconta a Pambianco Hotellerie Emma Marcegaglia, presidente e AD di Marcegaglia Investments oltre che AD di Marcegaglia Steel – ha un fatturato di 50 milioni di euro, grazie alle tre proprietà di Castel Monastero, storico resort a cinque stelle nel Chianti membro di Leading Hotels of the World, l’Isola di Albarella vicino a Venezia e il Pugnochiuso Resort sul Gargano. Sono numeri ancora piccoli rispetto alla holding ma è un settore che ci piace e nel quale vogliamo crescere”.
Oggi infatti il core business legato all’acciaio vale il 97% del fatturato totale, mentre il restante 3% è legato alle attività diversificate, tra le quali spicca appunto l’hospitality. “La nostra idea – prosegue la manager – è quella di creare non una catena alberghiera ma una collezione di hotel indipendenti che siano, come nel caso di Castel Monastero, le ‘perle’ di ogni location nella quale si trovano. Al momento non abbiamo acquisizioni in mente ma ci stiamo guardando in giro per capire quali opportunità ci possono essere in questa direzione. Ancora in Puglia magari, verso il Salento, oppure a Venezia che è una meta che ci affascina parecchio”.
Nel frattempo il gruppo Marcegaglia ha consolidato e fatto crescere bene il giro d’affari di Castel Monastero: acquisito per circa 20 milioni di euro, dal 2022 è stato oggetto di investimenti per circa tre milioni per renderlo un luogo di accoglienza di eccezione. “I risultati – aggiunge Marcegaglia – ci stanno premiando: siamo partiti con 5,8 nel 2022, saliti a 6,7 nel 2023 e a 7,2 nel 2024. A pagare sono stati soprattutto i nostri investimenti nelle risorse umane e nella volontà di unire la ricerca della estrema qualità nell’accoglienza a un approccio industriale che crediamo sia quello migliore anche in ambito travel. Anche per questo il target di fatturato che abbiamo per il 2025 è di superare gli 8 milioni”.
Nel frattempo il 2024 per Castel Monastero si era concluso con il raggiungimento della stella Michelin del Ristorante Contrada, guidato dalll’executive chef Davide Canella. Il locale gourmet, situato nel cuore del borgo, da sempre infatti si distingue per la proposta di un percorso gastronomico in stretta connessione con il territorio, dove si aspira alla ricerca della qualità e al perfetto equilibrio tra tradizione e l’uso di tecniche contemporanee. “Siamo orgogliosi della crescita di Castel Monastero, frutto di investimenti mirati, di un impegno costante nella ricerca dell’eccellenza e nella continua attenzione alle persone. La stella del Ristorante Contrada ne è esempio: è il risultato del lavoro e del senso di appartenenza del team”, sottolinea Graziella Arba, Gm di Castel Monastero dal 2013.
Altro pilastro di Castel Monastero è il benessere, grazie al contesto naturalistico in cui l’hotel si trova e alla Spa Monasterii, uno spazio di 1500 metri quadrati vocato alla rigenerazione del corpo e della mente, che proprio nel 2025 presenterà importanti novità in linea con la sua forte identità wellness. Grazie anche all’ingresso in azienda di una nuova Spa manager, Daniela Rossato: dopo un percorso professionale in prestigiose realtà del benessere e dell’ospitalità di lusso, il suo arrivo vuole contribuire a rafforzare una visione di benessere olistico a 360 gradi per la Spa Monasterii.





