“Aspettiamo i numeri definitivi a giorni ma – ha raccontato durante il terzo Pambianco Hotellerie Summit il presidente Gruppo Gattinoni e presidente Fto Federazione Turismo Organizzato, Franco Gattinoni – il gruppo chiude il 2024 a 740 milioni di euro di fatturato. Un 40% del giro d’affari arriva dalla divisione travel (che comprende le agenzie del network che sono 1.500 affiliate, di cui 120 di proprietà, e il tour operating), il 35% dalla divisione che si occupa del business travel e infine il 25% da Mice ed eventi, settore che però si caratterizza per avere una marginalità più alta”.
Un percorso importante quello recente del Gruppo Gattinoni che, dopo i due anni ‘bui’ della pandemia nel quale il suo business nel turismo organizzato legato ai flussi incoming e outgoing ha avuto un grande calo, era già risalito a un fatturato di 492 milioni nel 2022 e di 687 nel 2023. “E dopo la pandemia – ha spiegato Gattinoni – ci siamo concentrati sul creare l’azienda del futuro: abbiamo rinnovato tutto il management per avere le skill e le risorse necessarie a poter crescere con costanza. Abbiamo cambiato tutte le prime linee che oggi sono rappresentate da persone con meno di 45 anni. Del resto, il settore del turismo, oggi più di ieri, si fonda soprattutto sulle risorse umane. ”.
Uno dei grossi problemi del settore è invece la mancanza di approccio industriale e l’utilizzo della tecnologia. “Nel turismo – ha concluso – è fondamentale essere all’avanguardia ma senza dimenticare le ‘basi’ della filiera. Oggi ad esempio vedono una nuova centralità le agenzie viaggi che rappresentano quei valori dell’assistenza e della garanzia che il turismo organizzato offre al cliente finale e che sempre di più fa la differenza sul mercato. Va sottolineato infatti che il turismo è diventato davvero un bene primario: il cliente non ha problemi a spendere qualcosa in più ma avendo la certezza di stare bene”.




