Gli italiani non perdono la voglia di viaggiare, ma i rincari pesano sia sui turisti che sulle agenzie di viaggio. Per il turismo organizzato infatti, il bilancio dei primi tre mesi dell’anno è in chiaroscuro, come racconta il report realizzato dal Centro Studi Turistici per Assoviaggi Confesercenti. Nei primi tre mesi del 2025, si stima che l’aumento delle richieste abbia dato una spinta ai fatturati superiore al 4% rispetto allo stesso periodo del 2024. Complessivamente, il 42,5% del campione ha segnalato una tendenza di crescita, contro il 17,5% di segnalazioni di diminuzione e il 40% di stabilità sullo stesso trimestre dell’anno scorso. Di contro lo studio prevede una contrazione del margine operativo delle imprese a causa di tre fattori: l’incremento dei costi operativi e di quelli di gestione e una diminuzione delle commissioni riconosciute dai fornitori.
Dopo un 2024 di inflazione persistente, spiegano gli analisti, anche nei primi mesi del 2025 sono stati registrati ritocchi tariffari sui costi operativi delle imprese del turismo organizzato: secondo il report le aziende hanno rilevato un appesantimento generale del 9% di costi operativi, con aumenti più elevati nei prezzi dei servizi di alloggio e ristorazione, saliti in media del 12%, e nei servizi di trasporto (+11,5%). Inoltre il 65% del campione ha registrato aumenti anche per numerose voci dei costi di gestione, per una media del 7%. Le voci che hanno pesato di più sono energia (+13%) e polizze obbligatorie per l’esercizio dell’attività (+9%).
Altra dinamica congiunturale che secondo le imprese del turismo organizzato avrà un riflesso sui margini operativi delle imprese è la diminuzione delle commissioni riconosciute dai fornitori dei servizi, segnalata per il primo trimestre 2025 dal 24% degli intervistati. “Questi aumenti generalizzati dei costi – ha detto Gianni Rebecchi, presidente nazionale di Assoviaggi Confesercenti – hanno ridotto l’accessibilità alle vacanze in particolare per le famiglie della classe media. La corsa dei costi operativi e dei costi di gestione, inoltre, sta mettendo sotto pressione i margini delle imprese. Il rialzo delle tariffe energetiche, in particolare, sta mettendo a dura prova un comparto che, di fatto, è escluso dai benefici del recente Decreto Bollette”.





