Un gruppo molto composito, che si è sviluppato fino ad oggi su due direttive, l’hotellerie e il f&b. Manfredi Fine Hotels Collection, di proprietà dei conti Goffredo e Leonardo Ceglia Manfredi, conta attualmente tre hotel (comprendendo quello in arrivo a Firenze il 15 maggio The James Suite Hotel Firenze), due location di suite e appartamenti, nonché due outlet f&b ‘su strada’ e altri ristoranti stellati Michelin all’interno degli hotel, tutti 5 stelle. “La stima di fatturato per quest’anno – racconta a Pambianco Hotellerie Bruno Papaleo, managing director del gruppo -è di 35 milioni di euro, distribuito in modo quasi paritetico tra soggiorno e ristorazione. Chiaramente siamo in crescita rispetto al 2024 perché apriamo un nuovo 5 stelle e stiamo sviluppando i nostri ristoranti indipendenti, cioè al di fuori degli hotel”.
Per quanto riguarda questi ultimi, che sono il Rhinoceros Le Restau & RoofBar a Roma e il ristorante Mammà Isola di Capri presso lo spazio Snodo all’Ogr di Torino, sono in via di forte consolidamento ma il futuro del gruppo non va più in questa direzione: “Lo sviluppo nei prossimi anni – conferma Papaleo – è nell’apertura di altri 5 stelle nella Penisola, con ristorante annesso che deve tendere alla stella Michelin, ma non apriremo più ristoranti al di fuori dell’hotel. Si tratta di un’attività più difficile da gestire e con minore redditività. I ristoranti all’interno dell’albergo viceversa hanno un minimo di clientela garantita”.
Il futuro del gruppo quindi va verso il solo settore ricettivo completato dall’offerta f&b. “Stiamo valutando – aggiunge il managing director – diverse location in Italia ma chiaramente devono avere posizioni strategiche com’è per il nostro 5 stelle a Capri con splendida vista sui faraglioni o l’hotel di Roma con vista Colosseo”.
Riguardo allo scenario geopolitico e alle incertezze determinate dalle decisioni di Trump sui dazi e sulla politica internazionale, le previsioni di Papaleo sono ottimistiche per quanto riguarda il turismo statunitense in Italia: “La nostra clientela è soprattutto internazionale e il primo cliente è proprio il turista americano. Chi viaggia nei 5 stelle non risentirà del possibile aumento dell’inflazione in Usa e anzi, a quanto mi dicono le agenzie di viaggio e gli operatori del travel, il trend quest’anno sarà in aumento. I turisti a stelle e strisce tenderanno ad evadere dalla situazione pesante che si è creata in patria, avranno più voglia di viaggiare e tra le destinazioni c’è sicuramente l’Italia. Si sta creando cioè una condizione psicologica che spingerà maggiormente l’incoming”.






