Dopo un 2024 con numeri molto alti, il settore alberghiero in Italia accusa il primo stop all’inizio di quest’anno. Nel primo trimestre 2025 infatti le presenze negli hotel hanno sfiorato i 44,5 milioni con un calo dell’1,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, secondo l’elaborazione Federalberghi su dati Istat provvisori.
Un inizio anno quindi in frenata, legato probabilmente a diversi motivi come il rallentamento dell’incoming americano, il calo del potere d’acquisto degli italiani che hanno ridotto le loro vacanze, nonché la concorrenza sempre più forte degli affitti brevi. “Il traguardo del 2025 – ha affermato il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca durante l’assemblea che si è tenuta a Merano – è di ripetere il 2024 che è stato un anno d’oro. Speriamo quindi di recuperare il calo iniziale”.
Nel 2024 infatti le presenze sono state 458,4 milioni, in crescita del 2,5% sul 2023 secondo le stime di Srm su Istat, e di queste presenze il 54,6% proveniva da Paesi esteri mentre il 45,4% dall’Italia. I pernottamenti stranieri sono avanzati del 6,8% a 251 milioni, mentre quelli italiani sono indietreggiati del 2,2% a 208 milioni. Il combinato di questi due andamenti ha portato comunque a una crescita delle presenze totali, dimostrando che il turismo è diventato più stabile e indirizzato a soggiorni di maggiore durata.
Inoltre, lo scorso anno, secondo l’indagine realizzata da Federalberghi e Tecnè la spesa dei turisti stranieri in Italia è stata pari a 54,2 miliardi di euro, con un aumento del 4,9% rispetto al 2023. Nei primi due mesi di questo 2025 la spesa degli stranieri è stata valutata in 5,5 miliardi, ovvero il 6,2% in più rispetto alla cifra dello stesso periodo dello scorso anno.
Infine, su 32.194 alberghi italiani, si è giunti ad un’offerta di oltre un milione di camere ((erano 33mila nel 2021 con 1,3 milioni di camere) e 2,3 milioni circa di posti letto. A fronte di un processo di riqualificazione sempre più incisivo, hanno acquisito via via un peso maggiore le categorie a 4 e 5 stelle: se nel 2000, infatti, rappresentavano l’8,5% dell’offerta alberghiera, nel 2023 hanno raggiunto il 22 per cento. Di contro, i 3 stelle e le residenze turistico alberghiere hanno conquistato la vetta come categoria più rappresentativa (dal 42,2% al 55,2%).





