Con 155 hotel affiliati, un’audience annuale di 1,2 milioni di famiglie e un valore economico generato superiore a 230 milioni di euro (stima del giro d’affari realizzato da tutte le strutture aderenti al consorzio nel 2024), Italy Family Hotels punta a crescere ancora. Uno degli obiettivi a medio termine è infatti quello di arrivare a raddoppiare il numero degli alberghi aderenti entro i prossimi cinque anni. Al momento distribuiti in 17 regioni italiane, gli hotel del consorzio puntano anche a consolidare il loro ruolo di punto di riferimento lungo la Penisola per il turismo delle famiglie con bambini.
Il target infatti resta quello dei turisti italiani ma cresce con costanza anche la presenza dei vacanzieri stranieri, in particolar modo di quelli in arrivo dai Paesi di ‘prossimità’. Come dimostra anche il trend delle prenotazioni per la prossima estate. Che non solo è positivo – con ben 4 hotel su 5 che prevedono un tasso di occupazione superiore all’80% tra luglio e agosto, i mesi chiave della stagione – ma soprattutto vede in crescita proprio il numero di famiglie straniere, provenienti soprattutto da Germania, Austria e Svizzera oltre dall’Est Europa in particolare da Polonia e Romania.
“Spazi di miglioramento – spiega Alberto Gnoli, amministratore di Hospitality Marketing, agenzia di Rimini specializzata in marketing turistico che coordina e gestisce il consorzio di albergatori – restano però nei mesi di ‘spalla’: a giugno, settembre e ottobre infatti solo la metà delle strutture aderenti dichiara un’occupazione superiore al 60%. Insomma c’è da lavorare sul fronte della destagionalizzazione”. Lavorando sempre sulla costruzione di un prodotto family ben organizzato: non basta aggiungere un’area giochi, ma occorre progettare un ‘ecosistema’ di ospitalità coerente, dedicato con precisione a soddisfare le esigenze del target famiglia con bambini.
“In base al nostro primo report nazionale sull’andamento delle strutture aderenti al consorzio – aggiunge il manager – abbiamo individuato un mix preciso di ingredienti che non possono mancare per far si che un hotel family abbia successo: come ad esempio una family room di minimo 25 mq o una ristorazione con menù baby e infant, orari flessibili e stoviglie dedicate. E ancora un family hotel deve offrire aree gioco interne ed esterne differenziate per fasce di età: almeno il 10% della superficie dell’hotel dovrebbe essere dedicata a queste attività”. Investimenti che però alla fine pagano: lo stesso studio infatti spiega che le strutture che hanno investito in un restyling completo in chiave family hanno visto i ricavi per camera aumentare di 85 punti percentuali, la tariffa media per camera dell’80%, mentre per il tasso di occupazione si registra un incremento del 35 per cento.





