Dopo un 2023 che ha visto i ricavi dei gruppi mondiali dell’hotellerie in crescita a doppia cifra, il 2024 si chiude allentando l’acceleratore, con avanzamenti single digit. È quanto emerge dal ranking stilato da Pambianco sui fatturati dei gruppi alberghieri mondiali quotati in Borsa, i cui valori sono uniformati alla valuta euro. Come si vede nel ranking sotto, il delta dei ricavi dei colossi internazionali è preceduto dal segno più ma con una crescita moderata, e ci sono anche due gruppi che indietreggiano: Hyatt Hotels Corporation e Whitbread.
La ragione dell’andamento lento ha due spiegazioni principali. La prima la illustra Alessio Candi, consulting e M&A director di Pambianco: “L’effetto maggiore del 2023 sul 2022 è dato dal fatto che nel 2022 c’era ancora una coda della pandemia, mentre il 2023 è stato il primo anno pieno post-Covid. Nel 2024, i numeri confermano comunque la crescita del settore. Sicuramente mancano ancora i turisti cinesi, lontani dalle presenze del 2019”.
Ed è proprio questo il secondo motivo, legato al rallentamento dell’economia cinese in seguito alla bolla immobiliare e alle misure di austerità messe in atto dal governo del Dragone. La Cina, del resto, ha un peso determinante nei bilanci dei gruppi dell’hotellerie, essendo il secondo mercato alberghiero al mondo per valore. Il rallentamento della sua economia, quindi, ha influito negativamente sulla spesa dei consumatori e anche su quella dedicata al turismo, per cui i cittadini cinesi hanno viaggiato meno all’interno del Paese, in particolare per spostamenti business. I viaggi in uscita invece sono rimasti più elevati perché trainati dai turisti cinesi più abbienti. A conti fatti, i ricavi dei gruppi alberghieri sono stati penalizzati, al punto che Marriott International stima un utile 2025 penalizzato dalle scarse performance dei suoi hotel nella Grande Cina e, quindi, al di sotto delle attese degli analisti, tanto che il valore delle azioni della catena alberghiera sono scese di quasi il 5 per cento. Ovviamente, il calo della domanda in Cina ha toccato quasi tutti i gruppi mondiali: a titolo di esempio, nel Q3 Hilton Worldwide ha registrato una diminuzione del 9% del fatturato per camera nel Paese del Dragone.
Usa primo mercato
Tornando al ranking per fatturato di Pambianco, tra i dieci gruppi di maggiori dimensioni nel mondo, cinque sono americani. E con numeri monstre, considerando che Marriott troneggia sul podio con 24,16 miliardi di euro, seguito da Hilton con 10,76 miliardi e Hyatt con 6,40 miliardi. Fatturati realizzati in gran parte nel Nuovo Continente. Infatti, nonostante i gruppi non forniscano una suddivisione dettagliata dei ricavi per regione geografica, si evince il peso del mercato nordamericano dall’alto numero di hotel in Usa. Marriott ad esempio, ha in totale oltre 9.500 alberghi nel mondo e più di seimila negli Stati Uniti. Senza ombra di dubbio, gli Usa sono il mercato più potente al mondo per valore del turismo, e, secondo World Travel & Tourism Council, il settore contribuisce con 2,36 trilioni di dollari all’economia della nazione nel 2023. Si tratta di un numero quasi doppio rispetto al suo rivale, la Cina, che è, come già detto, il secondo Paese per giro d’affari del turismo. Per questo, un rallentamento dell’economia americana può avere influenze significative sui bilanci dei gruppi alberghieri. Come è stato nel 2024 con la frenata della Cina, così nel 2025 le incertezze economiche e geopolitiche legate all’amministrazione Trump stanno riducendo la domanda di viaggi interni, nonché l’incoming di turisti in Usa.







