Nessun sold-out degli alberghi a Cortina, al momento attuale, per il periodo dei giochi olimpici invernali 2026, nonostante si tratti di un evento mondiale che porterà nella Regina delle Dolomiti circa 400mila persone (di cui 300mila dal Veneto). “Dagli accordi presi con Fondazione Milano-Cortina – spiega Carla Medri, vice presidente dell’Associazione albergatori di Cortina – abbiamo ‘bloccato’ 986 camere per gli atleti, lo staff e gli stakeholder (sponsor, brand, media, ndr), di cui però il 10% potrà essere cancellato entro il 15 ottobre. Ciononostante, gli albergatori hanno ulteriore spazio per il periodo olimpico, diciamo che il 30%-40% delle camere sono ancora prenotabili”.
I calcoli che Cortina Marketing ha realizzato prevedono un flusso di turisti soggiornanti (il dato sull’affluenza è più ampio perché considera anche turisti che si muovono senza pernottare) tra gli 85mila e i 105mila. “Ci aspettiamo così di arrivare al sold-out – aggiunge la vice presidente – con una clientela soprattutto internazionale ma anche italiana. Gli stranieri prenotano con più anticipo e quindi verso il mese di ottobre 2025 dovremmo già avere indicazioni precise. Ad esempio, gli americani e coloro che fanno viaggi oltreoceano hanno una booking window di circa tre mesi. Gli italiani, viceversa, prenotano più sotto data”.
Insomma, nel periodo dei giochi che va dal 6 al 22 febbraio 2026 si prevede a Cortina un turismo ‘misto’, che comprenderà non solo la famiglia olimpica e i visitatori appassionati di sport, ma anche i turisti tradizionali che amano fare le vacanze sulla neve. Nello specifico, americani, inglesi, europei e italiani, spinti anche dalla curiosità di vedere dal vivo il ‘contorno’ di un evento di così grande portata.
Sembra scongiurato quindi l’effetto boomerang che c’è stato l’anno scorso a Parigi, quando nelle settimane precedenti le Olimpiadi estive gli alberghi erano in ‘secca’: “Non abbiamo nessuna indicazione che ci possa far pensare a un fenomeno del genere – continua Medri – e anzi registriamo una domanda per il periodo precedente alle Olimpiadi che è in linea con quella dell’anno precedente. Nei prossimi mesi verrà definito il piano di viabilità e noi faremo un’azione di comunicazione per tranquillizzare, se ce ne fosse bisogno, i nostri ospiti”.
Nessuna speculazione sul versante delle tariffe. “Per la famiglia olimpica – sottolinea Medri – sono stati fatti prezzi calmierati, in linea con l’andamento di mercato degli ultimi tre anni. Invece per quel 40% di camere ancora disponibili, ogni albergo procederà in autonomia ma ci aspettiamo incrementi moderati, attorno al 20 per cento. C’è da considerare che per Cortina il mese di febbraio è già normalmente alta stagione, con tariffe già elevate. Per fare un esempio, l’Adr di un 5 stelle nei 16 giorni dei giochi olimpici invernali si aggirerà sui 1.000 euro”.
Per quanto riguarda la scarsità di offerta ricettiva a Cortina, che già tradizionalmente non ha molte camere a disposizione rispetto alle valli circostanti, si prevede però una riduzione del gap. Si ipotizzavano cioè 1.000 posti letto in meno rispetto ai 6.000 di quattro anni fa e invece sembra che alcuni hotel riusciranno ad aprire per il periodo olimpico, portando quindi la riduzione a circa 500 posti letto.
Intanto negli alberghi si è messa in moto la ‘macchina’ operativa, con la programmazione dello staff e dei servizi per il grande momento sportivo: “Per quanto riguarda il personale – continua la vice presidente degli albergatori – non si prevedono assunzioni aggiuntive rispetto al solito, però lo staff dovrà essere di alta qualità, dovrà parlare più lingue e conoscere la destinazione. Per i servizi, alcuni hotel stanno pensando a una navetta per raggiungere comodamente il centro di Cortina e anche la profilazione di diete specifiche per i menu degli sportivi. Ma non ci saranno investimenti da parte degli albergatori, perché sarà il preparatore atletico o un consulente esterno che darà indicazioni al ristorante dell’hotel”.





