Nonostante i ricavi di Hyatt Hotels Corporation nei primi sei mesi del 2025 siano cresciuti del 3,2% con 3,53 miliardi di dollari (circa 3,03 miliardi di euro), l’utile è crollato del 98%, assestandosi sui 17 milioni di dollari contro 881 milioni del 2024. Le motivazioni ricadrebbero sull’assenza di plusvalenze straordinarie legate a cessioni immobiliari avvenute invece nello scorso periodo, costi di integrazione legati all’acquisizione di Playa Hotels, di cui è stato venduto il portfolio real estate per seguire il modello asset light di Hyatt, e l’aumento degli oneri finanziari dovuto al maggior indebitamento.
Positivo, invece, l’ebitda adjusted, cresciuto dell’1,8% con 576 milioni di dollari.
A livello operativo, il RevPar è aumentato del 3,6% a cambi costanti, trainato in particolare dai marchi di lusso e dalla ripresa in Asia-Pacifico, mentre le fee da management e franchising sono incrementate del 9% a 608 milioni di dollari.
“Guardando avanti, i trend di prenotazione ci rendono fiduciosi in un miglioramento della performance nell’ultima parte dell’anno e nel 2026”, commenta il presidente e CEO Mark S. Hoplamazian. “Le operazioni legate a Playa rafforzano il nostro modello asset-light e ci consolidano nella leadership del segmento luxury all-inclusive”.
Per l’intero 2025 Hyatt prevede una crescita del RevPar compresa tra l’1% e il 3%, un utile netto tra 135 e 165 milioni di dollari e un ebitda adjusted fra 1,085 e 1,130 miliardi.





