Il francese Accor ha chiuso il primo semestre 2025 con indici positivi, tranne l’utile netto che accusa una frenata. I ricavi nei sei mesi raggiungono infatti 2,7 miliardi di euro, in crescita del 2,5%, e l’ebitda sale del 9,4% a cambi correnti e del 13,4% a cambi costanti, per un totale di 552 milioni. Arretra invece l’utile netto (-8%), che si ferma a 233 milioni contro i 253 del primo semestre 2024.
Il calo dell’utile netto è dovuto, secondo quanto si legge su MarketScreener, a un effetto base sfavorevole, poiché lo scorso anno il gruppo aveva beneficiato di plusvalenze legate alla cessione di attività di Essendi (ex AccorInvest), la sua filiale immobiliare dalla quale si sta gradualmente disimpegnando. Il gruppo francese, così come molti altri colossi internazionali dell’hotellerie, opera secondo un modello asset light, per garantirsi maggiore liquidità.
L’ebitda invece è superiore alle stime del consenso degli analisti fornite dall’azienda, che si fermava a 544 milioni di euro.
Il segmento lusso sta crescendo più di quello premium, midscale ed economy: quest’ultimo, che comprende le tre categorie, rimane il segmento con un fatturato prevalente ma cresce a ritmi inferiori, +6,7% a 385 milioni di euro. Luxury & lifestyle invece ha messo a segno un avanzamento del 14,3% totalizzando 224 milioni.
I risultati sono in linea con gli obiettivi prefissati nel 2023 per gli anni successivi. Riguardo all’outlook sull’anno, Accor prevede una crescita del Revpar tra il 3% e il 4% e dell’ebitda tra il 9% e 10% a valute costanti.





