A Roma per la prima volta nella sua storia, il Global Summit 2025 del Wttc World Travel & Tourism Council ha svelato i numeri sull’industria del turismo mondiale: Europa, ma anche Italia, sono delle locomotive importanti per un comparto industriale che pesa sempre di più sull’andamento dell’economia. “Il settore turistico italiano – ha spiegato Gloria Guevara, interim CEO del Wttc – dovrebbe arrivare a raggiungere un valore di 237 miliardi di euro nel 2025. E la stessa Europa rimane la più grande regione turistica del mondo: lo scorso anno infatti il continente ha accolto il 51% di tutti gli 1,5 miliardi di arrivi internazionali nel mondo: un viaggiatore mondiale su due”.
Ottimi dati, quelli per la Penisola, confermati anche dalle anticipazioni sui numeri dell’anno in corso fornite dal Ministero del Turismo, sempre a margine dell’evento romano. Per l’estate appena conclusa infatti, si stimano oltre 71,6 milioni di arrivi registrati, dato in crescita del 6% sulla bella stagione del 2024 (dati del Ministero dell’Interno). Nel periodo gennaio-luglio inoltre, l’Italia ha battuto la Spagna sul fronte dell’aumento dei pernottamenti: cresciuti per il Belpaese del 2,2% sul 2024 a fronte del +1,6% del Paese iberico. Grazie a queste premesse le stime sull’intero 2025 prevedono per l’Italia presenze attestate tra i 481,4 (+3,3%) e i 477 milioni di presenze (+2,3%).
“Grazie anche al contributo tricolore – ha aggiunto Gloria Guevara –, a livello globale nel 2025 il turismo dovrebbe generare un valore economico superiore agli 11 trilioni di dollari. Una cifra che sarebbe pari a oltre il 10% del Pil globale. Se il turismo fosse un Paese, sarebbe la terza economia più grande al mondo. Non solo: gli analisti ci dicono che di questo passo, entro il 2035, il turismo arriverà a contribuire all’economia del pianeta per 16,5 trilioni di dollari”. Una crescita e un impatto positivo costante che non è sfuggito ai grandi investitori internazionali, che negli ultimi anni post pandemia hanno infatti aumentato costantemente il loro contributo al settore del 10% su base annua.
“E quest’anno per la prima volta – ha spiegato Greg O’Hara founder & senior managing director di Certares – gli investimenti globali nel turismo sono destinati a superare il picco pre-Covid, raggiungendo una cifra stimata di 1,15 trilioni di dollari. Un segnale importantissimo, perché se il capitale è spesso cauto, si rivolge solo verso dove vede un futuro. E in questo momento, gli investitori vedono quel futuro nel travel. Non solo in Asia-Pacifico, che ha attirato 373 miliardi di dollari l’anno scorso, ed in Emea; anche in Africa gli investimenti per il turismo sono aumentati del 13% nel 2024 rispetto all’anno precedente. La domanda globale già oggi sta dimostrando che hanno ragione: il Wttc infatti stima che nel 2025 i viaggiatori internazionali spenderanno la cifra record di 2,1 trilioni di dollari”.
Una tendenza di crescita di investimenti verso il mondo del turismo che ha confermato anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che parlando alla platea del Summit ha sottolineato anche come agli investimenti privati è giusto che si affianchino importanti interventi pubblici. “Negli ultimi anni il turismo ha sostenuto la crescita del Pil del nostro Paese con performance costantemente positive e anche quest’anno le presenze dei primi due trimestri sono aumentate in media del 5% rispetto al 2024. Ma soprattutto sono aumentate le imprese piccole e medio-piccole del settore. Per il futuro quindi è necessario lavorare sulla crescita degli investimenti, anche pubblici, in alcuni ambiti specifici. Nelle infrastrutture, che devono essere realizzate considerando anche la domanda turistica e non solo quella quotidiana dei cittadini che le utilizzano. Nella formazione, sia tecnica che manageriale delle imprese del settore. Nella digitalizzazione: chi nel passato ha scommesso sul digitale per far crescere l’impresa turistica ha avuto grandi risultati. Oggi va fatto lo stesso percorso con l’arrivo della AI”.





