L’immagine dell’Italia nel mondo sta cambiando per il mercato degli investimenti immobiliari alberghieri. Se un tempo il Belpaese era considerato un’economia instabile, soprattutto se raffrontato ad altri mercati europei come Gran Bretagna, Francia e Spagna, ora non è più così. È quanto ha affermato Ofer Arbib, CEO Colliers Global Investors Italy Sgr, durante la scorsa edizione di Ithic a Roma: “I numeri lo dimostrano: da gennaio a settembre 2025 le transazioni immobiliari alberghiere in Italia hanno totalizzato 1,4 miliardi di euro, in Francia hanno registrato 1,5 miliardi e in Spagna 1,8 miliardi. L’Italia è ancora indietro ma si sta avvicinando a questi Paesi e la ragione è che gli investitori sono attratti da profitti competitivi e la Penisola si sta dimostrando un mercato resiliente e, appunto, profittevole”.
L’Italia infatti è seconda dopo la Spagna (e prima della Francia) per numero di pernottamenti turistici nel 2024, con 458,4 milioni di presenze. “Questa grande domanda turistica – ha confermato Arbib – si traduce in una fiducia negli investimenti. Inoltre, nel 2023 l’inflazione nella Penisola era al 12% e i tassi di interesse in aumento. Oggi l’inflazione è sotto il 2% e il mercato più stabile, a cui si aggiunge un riposizionamento delle strutture ricettive verso il premium e il luxury. Di conseguenza, ci sono basi solide e un ambiente favorevole ai deal real estate nel settore”.
Il CEO di Colliers ha aggiunto che il 60% delle operazioni in Italia sono ad opera di investitori internazionali, e a ha concluso: “L’Italia resterà una delle destinazioni turistiche migliori al mondo e sta consolidando la sua posizione come uno dei mercati più attrattivi per gli investimenti in Europa”.





