Previsioni record per l’Hotel Principe di Savoia di Milano, sia per quanto riguarda il 2025 sia per le Olimpiadi ormai alle porte. Rispetto ai giochi ‘a cinque cerchi’ che si svolgeranno nel febbraio 2026, il general manager Ezio Indiani prevede il ‘tutto esaurito’: “Attualmente, il Comitato olimpico ha ‘bloccato’ 190 camere dell’hotel (su un totale di 300, ndr), ma prevedo il sold out in quasi tutto il periodo, tra aziende sponsor e altre tipologie di clientela. Il ricavo medio di febbraio 2026, secondo le stime, crescerà del 35% e l’occupazione del 40% rispetto a un febbraio ‘normale’. Noi ci stiamo attrezzando anche con servizi ad hoc, un menu wellness in aggiunta al nostro menu abituale e amenities personalizzate e legate al mondo sportivo all’interno delle camere. Questo anche grazie al fatto che abbiamo un personale composto da 450 lavoratori per 300 camere”.
Sembra scongiurato invece l’effetto-boomerang che c’era stato a Parigi durante le Olimpiadi estive dell’anno scorso, quando i turisti avevano disertato la capitale francese nelle settimane precedenti i giochi per timore di un traffico eccessivo e di una viabilità modificata. “A Milano sarà diverso, innanzitutto perché le Olimpiadi estive muovono volumi maggiori rispetto a quelle invernali, addirittura cinque volte superiori, e anche perché i giochi a Parigi hanno coinvolto tutta la città, con gare di canoa nella Senna e diverse tipologie di corsa nelle arterie metropolitane. Le Olimpiadi invernali 2026 invece sono distribuite tra più destinazioni, tra Cortina, Bormio, Livigno e aree limitrofe, mentre a Milano si svolgeranno le gare indoor, nonché la cerimonia inaugurale”.
Facendo invece un’anticipazione sulla chiusura 2025, Indiani racconta a Pambianco Hotellerie: “È stato un anno ottimo, addirittura superiore all’anno scorso, a sua volta straordinario. Nel 2024 avevamo goduto in estate del copioso flusso di turisti che disertava Parigi a causa delle Olimpiadi, e anche il concerto di Taylor Swift aveva portato un numero altissimo di americani a Milano. Quest’anno non abbiamo avuto questi eventi e infatti in estate abbiamo ‘sofferto’ un po’, ma l’occupazione è stata pienamente compensata da altri mesi, come giugno, settembre e ottobre, che sono andati benissimo. Nel complesso, prevedo per il 2025 un’occupazione in crescita del 2% e il ricavo medio a +15 per cento. Aggiungo che gli eventi e le cene aziendali sono in progressione esponenziale e ormai raggiungono il 25% del nostro fatturato”.
Per quanto riguarda la riduzione dei turisti americani in Italia, registrata da Federalberghi soprattutto nelle città d’arte, Indiani va controcorrente: “Non abbiamo risentito quest’anno di un calo dei flussi statunitensi, anzi il mercato Usa è in crescita da noi. Però il dollaro è in caduta libera e le politiche dell’amministrazione americana non fanno presagire un rialzo nei prossimi mesi, per cui penso che ci saranno ripercussioni nel 2026 con una possibile riduzione dei flussi dagli Stati Uniti”.






