Dal 6 aprile al 15 ottobre 2025, il turismo all’aria aperta in Italia ha visto crescere del 3,3% l’occupazione media delle strutture, con un incremento stimato delle presenze di un milione. Si passa quindi dai 73 milioni di presenze del 2024 ai 74 milioni di quest’anno. Una crescita cui si accompagna anche un aumento del fatturato, che, tra diretto e indotto, si attesta sugli 8,5 miliardi di euro. Sono i dati della federazione Faita Federcamping, che ha organizzato Forum Open Air 2025 in collaborazione con Intesa San Paolo e Crippaconcept, brand italiano di mobile home e lodge tent per il turismo open air.
Dal campione di Faita sul report H Benchmark (102 campeggi e villaggi turistici in 10 regioni italiane per un totale di 37.500 unità di alloggio), risulta che le unità più vendute sono le piazzole (59% del totale), le mobile home (29%) e i bungalow (11%).
Il maggior contributo al fatturato però lo danno le mobile home (che concorrono per il 51%), seguite dalle piazzole (29%), e dai bungalow/villette (18%). Tra gli ospiti che spendono di più per l’alloggio spiccano i danesi, che generano un ricavo medio di 164 euro, seguiti dai Paesi Bassi (135 euro). In ultima posizione, gli italiani, che generano un ricavo medio di 94 euro.
A fermarsi di più nei campeggi e nei villaggi turistici italiani sono gli ospiti dei Paesi Bassi (11,6 notti), seguiti dai danesi (11,2), dai tedeschi, che, 10,4 notti rimangono il principale bacino di utenza del settore, dagli svizzeri (9,6 notti). La vacanza degli italiani e degli austriaci dura invece poco più di una settimana.





