Il 2025 è stato il primo anno di decrescita significativa degli ultimi 18 anni per il mercato del lusso, che ha accusato consumi a -2% in media tra i vari settori. Lo ha comunicato Stefania Lazzaroni, general manager di Altagamma, durante la recente edizione di Luxury Hospitality Conference, organizzato a Milano da Teamwork Hospitality.
La manager ha specificato che Altagamma comprende vari settori del luxury, tra cui moda, design, hospitality, nautica ed automative, e il -2% di quest’anno significa che alcune aziende hanno avuto una decrescita a doppia cifra e altre invece hanno mantenuto o sono avanzate. Ad esempio il mondo delle cosiddette ‘esperienze’, tra cui si conta l’ospitalità, ha registrato un +5%, in controtendenza con la regressione dei beni di lusso.
La battuta di arresto generale dell’alto di gamma è dovuta “al calo della consumer confidence – ha specificato – e alla ‘chiusura’ del mercato cinese in seguito alla crisi del real estate. Il lusso è stato acquistato meno nel Paese del Dragone così come gli stessi cinesi hanno ridotto i loro viaggi, penalizzando ulteriormente lo shopping dei beni di lusso all’estero”.
Nonostante il calo di quest’anno, il mercato dei beni ad alto valore aggiunto è comunque cresciuto del 19% in media dal 2019 a oggi, e, nello specifico, la moda e la gioielleria hanno addirittura fatto un salto del 28 per cento. “Tornando al 2025 – ha sottolineato ancora la GM di Altagamma – è indubbio che è stato più negativo dell’anno scorso, ma nel terzo trimestre vedo segnali positivi che ci fanno sperare in un’inversione di rotta nel 2026”.
Per quanto riguarda i trend del mercato luxury, oltre alla personalizzazione e all’intelligenza artificiale, diventa sempre più importante il concetto della longevità: “In Altagamma stiamo addirittura pensando di introdurre una nuova sezione, quella della longevity, che abbraccia beauty, salute, mental health, psicologia, detox e altro. Un altro trend che si impone è il value for money: ormai l’aumento dei prezzi viene percepito come inadeguato e anche il top tier è molto sensibile a questo. Il prezzo deve essere coerente con la qualità del servizio, che nell’ospitalità significa anche avere persone in grado di garantire questi standard di eccellenza, e infatti quello del personale è un elemento di fragilità del sistema”.





