Lo si ricorda per il memorabile tango di Al Pacino nel film ‘Scent of a woman’ ma il Waldorf Astoria è sempre stato un’istituzione a New York, acquistato da Conrad Hilton nel 1949, ha accolto tutti i presidenti degli Usa, nonché attori e personaggi di spicco. Negli ultimi otto anni ha vissuto però diversi passaggi di proprietà e lavori in corso, che si sono conclusi nei giorni scorsi con un budget che ha superato due miliardi di dollari (1,73 miliardi di euro) secondo quanto riporta la stampa newyorkese.
Da Hilton la proprietà è passata di mano più volte e oggi è della società cinese Dajia Insurance Group, a cui fa capo il colosso alberghiero di Chicago Strategic Hotels & Resorts, mentre Hilton ne mantiene la gestione grazie a un contratto di 100 anni.
Si parla di dimensioni inimmaginabili in Europa: l’hotel occupa un intero isolato nel centro di Manhattan, tra Park e Lexington Avenue, si sviluppa su 47 piani per 160mila metri quadrati. Il revamping ha ridotto drasticamente il numero delle stanze, da 1.400 a 375 camere e 372 appartamenti. Rinnovati anche lo storico bar Peacock Alley, il ristorante Lex Yard e il giapponese Yoshoku.
Il ‘nuovo’ Waldorf mantiene sempre lo stile classico e raffinato con impronta Art Deco, rivisitato dall’interior designer francese Pierre-Yves Rochon, che ha fatto anche incursioni nell’eccellenza italiana, dai marmi di Carrara alla biancheria Frette. Anche il managing director, Luigi Romaniello, è italiano.
Lo storico albergo è anche dotato di un teatro che può ospitare una produzione Broadway completa e aprirà presto una Guerlain Wellness Spa di quasi duemila mq con 16 stanze per i trattamenti.





