Bit si trasforma. Almeno, nell’intenzione degli organizzatori. Lo ha raccontato Roberto Foresti, DG di Fiera Milano, durante un incontro con la stampa in cui ha spiegato che il salone, in programma dal 10 al 12 febbraio 2026, non sarà più solo un luogo di incontro tra domanda e offerta, che è il ruolo tradizionale di una fiera in cui l’obiettivo della vendita è sovrano, ma un nuovo concetto più emozionale ed esperienziale.
Se un tempo Bit era per due giorni B2B e per un giorno B2C, adesso si rivolge a un nuovo target, quello degli esperti di viaggio, sia professionisti sia appassionati: “Oggi chi influenza il turismo – ha spiegato Emanuele Guido, head of Home, fashion and leisure exhibitions di Fiera Milano – non è solo l’operatore ma soprattutto chi fa contenuti, dagli influencer ai travel designer agli opinion leader e alle associazioni di settore che veicolano alcuni approfondimenti”.
Il percorso espositivo di Bit 2026 sarà quindi focalizzato sui travel makers, cioè le persone ‘esperte’ che il viaggio lo progettano, lo costruiscono o lo vivono. Il percorso sarà all’insegna delle esperienze e suddiviso in sei distretti: Italy, World, Travel expert, Hospitality, Innovation e Transportation.
Durante l’incontro con la stampa, Foresti ha anche ricordato che quest’anno il turismo darà un contributo al Pil di 240 miliardi di euro.





