Guarda avanti e a nuovi sviluppi del suo business il tour operator italiano Veratour, alla fine di un anno 2025 che, come anticipato, chiuderà con numeri interessanti. Il gruppo di Roma infatti terminerà il 2025 con un fatturato di 266 milioni, in crescita dell’8% sull’anno precedente. Non solo: prevede già di migliorare ulteriormente anche nel 2026, quando dovrebbe arrivare a 285 milioni (+7%). E ancora, secondo il piano industriale aziendale a medio termine, il target per il 2027 sarà quello di superare i 310 milioni di euro, in crescita quindi di un ulteriore 9%.
Una crescita costante che, nei piani del gruppo passerà sempre di più attraverso il segmento lusso. “La nostra strategia è chiara e misurata – ha spiegato a Pambianco Hotellerie il CEO di Veratour Stefano Pompili -, vogliamo aumentare il peso del mercato premium nel nostro portafoglio, ma senza perdere equilibrio. Non puntiamo a un’operazione di immagine: stiamo aggiungendo prodotti, come resort esclusivi o servizi dedicati, che giustifichino un posizionamento superiore. L’obiettivo operativo è trasformare il settore dei viaggi su misura in una voce rilevante del fatturato. Oggi pesano circa l’8% per 20 milioni di euro, vorremmo portarli al 15% entro quattro anni. Per quanto riguarda invece la proposta di resort luxury in catalogo, l’obiettivo è crescere in parallelo fino a rappresentare una quota significativa del segmento premium complessivo, in linea con la domanda che vediamo. Lavoriamo per portare una percentuale a due cifre del fatturato complessivo entro il prossimo triennio, ma sempre con rigore di selezione e redditività”.
Veratour però non ‘abbandona’ i villaggi, strutture che sono il cuore dell’azienda: “È lì che abbiamo costruito il nostro vantaggio competitivo. Ma la direzione per il prossimo biennio è duplice e coerente. Da un lato consolidiamo e innalziamo gli standard dei nostri VeraClub, con servizi e food experience, per mantenere e migliorare il gradimento. Dall’altro costruiamo un piccolo portafoglio strategico di strutture direttamente gestite, pensate per il segmento luxury”. Nasce da qui la partnership per vendere in esclusiva sul mercato italiano il resort a cinque stelle A’Mare Beach Front di Capo Vaticano, in Calabria. “A questa struttura nel 2026 si aggiungeranno altri due hotel cinque stelle posizionati in Turchia, a Bodrum, e in Grecia, a Rodi. Non solo: la nostra strategia è orientata verso la selezione, e possibilmente l’acquisto, di un resort aggiuntivo in Sardegna, dove ne abbiamo già due. E ancora stiamo esplorando l’acquisizione di un boutique hotel a Roma per testare il format urbano a quattro stelle come estensione controllata del nostro brand, con una sorta di trophy asset”.
L’obiettivo a lungo termine di Veratour quindi non è quello di diventare una catena alberghiera generalista, quanto di costruire un numero limitato di strutture di alta qualità che siano esempi del posizionamento premium. “In termini concreti – conclude Pompili -, ci aspettiamo di aumentare la quota di strutture direttamente riconducibili a Veratour in modo selettivo: più qualità che quantità. Questo approccio ci permette di offrire prodotti che attirino clientela alto-spendente, di testare nuovi format, come i premium resort, e di scalare le best practice nei nostri villaggi senza disperdere risorse. Continueremo a fare dei villaggi il nostro core, ma useremo aperture e acquisizioni mirate per creare una piattaforma premium che supporti la crescita del luxury nel mix di prodotto; e sempre con attenzione alla redditività, al controllo degli standard e alla sostenibilità economica dell’investimento”.





