L’Italia è la destinazione per eventi che, negli ultimi quattro anni, è cresciuta di più al mondo per numero di congressi scientifici internazionali ospitati: +20% tra il 2021 e il 2025. Un dato interessante che è emerso dalla ricerca elaborata dalla società specializzata GainingEdge e presentata la settimana scorsa a Roma nel corso dell’edizione 2025 degli Italian Knowledge Leaders, evento sul tema Mice organizzato da Convention Bureau Italia insieme all’Assessorato ai Grandi Eventi, Turismo, Sport e Moda di Roma e con il sostegno istituzionale di Enit.
Una percentuale importante, che corrisponde a un incremento di ben 204 eventi organizzati in più nell’ultimo quadriennio, col quale coincide anche un corrispettivo calo di congressi organizzati dai Paesi che sono i principali competitor europei della Penisola, come Spagna e Francia. A questa crescita si aggiunge poi, spiega il report GainingEdge, anche un dato significativo: sempre negli ultimi quattro anni ben 396 professionisti italiani – accademici, ricercatori, clinici e manager con ruoli apicali, i cosiddetti Knowledge Leaders – sono entrati nei board delle associazioni scientifiche internazionali, molto più di quelli di Spagna (+295), Regno Unito (+265), Germania (+241) e Francia (+216).
“I risultati raggiunti – ha spiegato durante l’evento di Roma Carlotta Ferrari, presidente di Convention Bureau Italia – dimostrano che il sistema italiano del turismo congressuale ha competenze e potenziale per competere ai massimi livelli internazionali. Per consolidare e far crescere questo posizionamento è però necessario auspicare un supporto strutturale e costante, che consenta al Paese di pianificare nel medio-lungo periodo e di giocare ad armi pari con i principali competitor globali”. “L’Italia – ha fatto eco il ministro del Turismo, Daniela Santanchè – non è solo il Paese dell’arte, dei paesaggi e dell’enogastronomia: è un leader di quel turismo congressuale che attiva filiere di altissima qualità, è programmabile con largo anticipo, coinvolge persone alto spendenti e valorizza il made in Italy senza gravare sulle destinazioni”.





