Presente alla Fitur – importante fiera internazionale del turismo conclusasi ieri a Madrid – Enit conferma la funzione strategica del mercato spagnolo per l’Italia. Rilasciati infatti in occasione dell’evento andato in scena nella capitale iberica, i dati dello scorso anno raccontano che sono stati oltre 1,4 milioni gli arrivi turistici aeroportuali dalla Spagna, in crescita di oltre il 5% rispetto al 2024. Per quanto riguarda poi la spesa turistica effettuata dagli spagnoli in Italia durante il 2025, Enit aggiunge che nei primi nove mesi dell’anno passato è stata pari a 2,4 miliardi di euro. Tre sono state le destinazioni principali dei viaggiatori iberici: il Lazio (con 5,2 milioni di pernottamenti e 698 milioni di euro di spesa), la Lombardia (5,1 milioni di pernottamenti, 576 milioni di euro) e la Toscana (3,7 milioni di pernottamenti e 324 milioni di euro).
Un trend positivo quello degli spagnoli che, secondo Enit, si sta confermando anche in questo nuovo anno: infatti le prenotazioni per il primo trimestre 2026 in arrivo sempre dal mercato iberico indicano come 250mila gli arrivi aeroportuali già riservati, pari al 7% del totale globale del trimestre. Nel 29% dei casi si tratta di viaggi di coppia, nel 25% di individuali e nel 27% di gruppi. Il 50% soggiorna dalle 4 alle 7 notti, mentre il 40% per un fine settimana fino a 3 notti. “Nel processo di crescita sostenibile del turismo – spiega Ivana Jelinic, AD di Enit – l’incidenza dei mercati internazionali ha una funzione primaria, attraendo quelli che sono i grandi emettitori di turismo e i maggiori investitori. Sono in testa Usa e proprio la Spagna, mercati che da un lato apportano valore in termini di consumi turistici e dall’altro richiedono una performance sempre più sfidante e competitiva. Abbiamo concluso il 2025 con risultati eccellenti e siamo soddisfatti del contributo apportato all’intero sistema Paese: per crescere ancora dovremo puntare su sostenibilità sociale ed ambientale, allargamento della stagionalità per efficientare la concentrazione dei flussi e il coinvolgimento partecipativo delle comunità e delle imprese nei processi turistici”.





