Dopo il crollo dell’utile nel 2024, legato soprattutto alle difficoltà dell’economia cinese, Marriott International recupera nel 2025, mettendo a segno un utile netto a +10% per 2,6 miliardi di dollari (2,2 miliardi di euro). In crescita anche i ricavi del gruppo alberghiero statunitense, che registrano 26,2 miliardi di dollari, in aumento del 4% sul bilancio 2024.
L’outlook sul full year è previsto crescere tra 1,5% e 2,5% al di sotto della media delle stime degli analisti, che prevedevano un aumento del 2,3 per cento. L’adjusted ebitda è ipotizzato invece in un range di crescita tra l’8% e il 10%. In particolare si ipotizza una maggiore spesa dai clienti degli hotel di lusso, perché Marriott pensa a un aumento del 35% delle commissioni applicate alle carte di credito co-branded (come ad esempio la American Express Marriott Bonvoy), che sono carte emesse in partnership tra il colosso della ricettività e un istituto bancario. “A livello internazionale, la domanda di lusso è pressoché insaziabile” ha affermato l’amministratore delegato Anthony Capuano. L’aumento della domanda di lusso quindi sembra andare a braccetto con le maggiori revenues dal franchising (tra cui si contano le commissioni delle carte co-branded).
Secondo Reuters, il report evidenzia come la spesa turistica da parte di famiglie a basso e medio reddito sia più debole in Usa, con la domanda select‑service (budget) in calo rispetto alla crescita dei segmenti lusso. Marriott comunque prevede che la Coppa del Mondo Fifa, organizzata quest’anno congiuntamente da Stati Uniti, Canada e Messico, contribuirà per circa 30-35 punti base alla crescita del Revpar globale.
La società ha sottolineato che la pipeline globale ha raggiunto un record, con circa 610mila camere in sviluppo. Ciò indica una forte spinta espansiva e fiducia nella domanda futura su scala globale.





