Ricavi in crescita per Hyatt Hotels Corporation nel 2025 ma il terzo gruppo alberghiero mondiale (per fatturato) registra un bilancio in perdita nel full year. L’esercizio dell’anno scorso ha chiuso con revenues a 7,1 miliardi di dollari (5,9 miliardi di euro) in crescita del 7,6% rispetto ai 6,6 miliardi del 2024. L’esercizio ha archiviato però una perdita di 52 milioni contro un utile di 1,29 miliardi nell’anno precedente.
Il risultato negativo segue alcuni indici in calo, come l’occupazione in America (-0,4%) e l’Adr in Cina (-1,8% a 120,8 dollari). Facendo invece un’analisi per segmento, si nota che il lusso è il comparto che cresce di più sia a livello di Adr (+2,6% a 291,4 dollari in media, con il brand Park Hyatt che registra un Adr nell’anno di 450,8 dollari) sia a livello di Revpar (+5,8% in media, con il brand Park Hyatt che sale del 9,1%).
Accelera anche il segmento upper upscale ma con una velocità ridotta, mentre frena il segmento upscale con Adr a -0,8% per 149,2 dollari e un Revpar a -0,7% a 106,9 dollari. Cala ulteriormente l’upper midscale con Adr a -3,9% per 54,5 dollari e Revpar a -1% per 41,4 dollari.
Oltre a questi motivi, già nel corso del 2025 si erano rilevate criticità che potevano pesare sul risultato d’esercizio, ad esempio l’assenza di plusvalenze straordinarie legate a cessioni immobiliari avvenute invece nello scorso periodo, costi di integrazione legati all’acquisizione di Playa Hotels, di cui è stato venduto il portfolio real estate per seguire il modello asset light di Hyatt, e l’aumento degli oneri finanziari dovuto al maggior indebitamento.
L’outlook 2026 vede un ritorno all’utile, in una forchetta tra 235 e 320 milioni e un adjusted ebitda in crescita tra il 13% e il 18% tra 1,15 e 1,20 miliardi.
Intanto lo scandalo Epstein arriva anche nel mondo alberghiero, ai vertici di Hyatt. Il presidente esecutivo Tom Pritzker ha lasciato qualche giorno fa il suo incarico dopo essere stato coinvolto nel caso del finanziere che sta facendo tremare molti nomi dell’establishment, come emerso nell’ultima pubblicazione di documenti da parte del Dipartimento di Giustizia Usa.
Pritzker, che è presidente esecutivo dal 2004, ha anche affermato che non si ricandiderà nel consiglio di amministrazione della società. “Essere un buon manager significa anche proteggere Hyatt, in particolare nel contesto della mia associazione con Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell, di cui mi pento profondamente”, ha scritto Pritzker nella lettera al consiglio di amministrazione con cui ha formalizzato le dimissioni.





