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Paralimpiadi, si comincia a trasformare il concetto di ‘accessibilità’ in business

Paralimpiadi, si comincia a trasformare il concetto di ‘accessibilità’ in business

by Stefano Bonini
10 Marzo 2026

Cinquant’anni dopo la prima storica edizione di Örnsköldsvik 1976, il movimento paralimpico invernale celebra un’evoluzione straordinaria. Se agli esordi in Svezia il programma si limitava a sci alpino e nordico, i Giochi di Milano Cortina 2026 testimoniano una crescita senza precedenti: sei discipline, 78 eventi medaglia e la partecipazione di 665 atleti da 50 nazioni, con l’attesa di circa 400mila spettatori. Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, ha sottolineato come le cerimonie, in particolare, rappresentino il fulcro simbolico di un evento sportivo capace di trasmettere valori universali di inclusione. Le XIV Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 rappresentano quindi non solo un evento sportivo di livello mondiale, ma una vera e propria sfida infrastrutturale e culturale per il nostro Paese. L’obiettivo principale, in linea con i pilastri della sostenibilità e dell’inclusione, è trasformare i territori coinvolti in luoghi ad accessibilità universale. Questo impegno tocca in maniera cruciale il settore ricettivo, che deve assorbire anche l’alta percentuale di persone con disabilità presente tra gli spettatori: hotel, residence e b&b si sono preparati per accogliere atleti, staff e spettatori con disabilità, puntando a superare il concetto di semplice ‘abbattimento delle barriere’ per arrivare ad una accoglienza inclusiva.

Adeguamento di infrastrutture

La progettazione degli impianti sportivi e più in generale degli spazi pubblici, a cura del ministero delle Disabilità in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, della Fondazione Milano Cortina e della Regione Veneto, si è fondata sui principi dell’Universal Design ovvero la pianificazione e definizione di spazi utilizzabili da tutti, indipendentemente dall’età o dalla condizione fisica. Gli impianti sportivi saranno quindi dotati di tribune accessibili, rampe e ascensori, percorsi tattili, mappe in braille e segnaletica ad alto contrasto per persone cieche e ipovedenti, postazioni con induzione magnetica per gli apparecchi acustici degli spettatori sordi. Inoltre, il 50% degli alloggi del villaggio olimpico sarà completamente accessibile (rispetto all’iniziale 25%) grazie a passerelle pedonali a bassa pendenza e spazi comuni fruibili da tutti.

Opportunità di business

Le Paralimpiadi costituiscono un’occasione cruciale per ripensare in chiave accessibile i territori che ospiteranno le gare. Il progetto ‘Cortina per Tutti’, promosso dall’amministrazione comunale di Cortina d’Ampezzo negli ultimi tre anni, punta a rendere la città una destinazione a portata di tutti attraverso un lavoro integrato che unisce gli interventi sul territorio alla formazione degli operatori turistici locali. Un primo punto di partenza, per lasciare una legacy concreta e duratura, capace di migliorare la qualità della vita e dell’accoglienza ben oltre l’evento sportivo, è la Guida all’ospitalità accessibile di Cortina d’Ampezzo. Sviluppata sulla base del protocollo Destination4All, rappresenta uno degli esiti più concreti di questo percorso. Promossa dal Comune in collaborazione con Village for All – V4A, società di consulenza specializzata in accessibilità e inclusione, la guida non è un semplice elenco di strutture, ma uno strumento operativo che rende disponibili informazioni chiare e verificate, introduce il ‘punteggio accessibilità’ (elaborato da Village for All per le strutture affiliate al proprio Network V4A) e valorizza le realtà che hanno scelto di investire in un’accoglienza più consapevole e inclusiva. Ne parla Roberto Vitali, estensore della guida nonché presidente e cofondatore di Village for All – V4A: “Innanzitutto occorre dire che le persone con esigenze di accessibilità, o disabilità, sono turisti come gli altri. Premesso questo, il percorso avviato da Cortina non rappresenta solo un imprescindibile supporto per i Giochi olimpici e paralimpici, ma un passo fondamentale verso una legacy duratura per il territorio. Il progetto vuole superare l’idea dell’accessibilità come obbligo normativo per trasformarla in un’opportunità di sviluppo, basata sull’Universal Design e su informazioni oggettive e verificate grazie al software brevettato V4AInside. È un investimento per i visitatori ma soprattutto per i cittadini, che punta a fare di Cortina d’Ampezzo una destinazione più sostenibile, competitiva e inclusiva”. Parlare di ospitalità accessibile oggi vuol dire guardare in maniera proattiva ad un mercato potenziale enorme, che solo nel nostro Paese conta 7,6 milioni di persone con disabilità certificate (Registro della disabilità 2021). Mentre sono 12,6 milioni quelle che non hanno disabilità certificate, ma che hanno dichiarato di aver avuto limitazioni importanti alla propria autonomia per un periodo superiore ai sei mesi (Istat 2022). Tutte queste persone, che non viaggiano mai da sole (il fattore moltiplicatore è stimato in 2,5), sono potenziali turisti con una evidente esigenza di accessibilità. “E per accessibilità – sottolinea il presidente di Village for All – V4A – dobbiamo intendere la possibilità di raggiungere, comprendere ed utilizzare in autonomia e sicurezza i servizi delle destinazioni turistiche. Oggi parlare di questo tema non è solo una questione di etica, ma di business. I dati raccolti nelle località dove si è intrapreso il percorso di Destination4All mostrano incrementi di fatturato misurabili. È fondamentale cambiare paradigma, smettere di guardare all’accessibilità come una mera conformità normativa e iniziare a considerare le persone con esigenze di accessibilità, indipendentemente da eventuali disabilità, come dei turisti. Le disabilità non vanno in vacanza, in vacanza ci vanno le persone. In questo percorso anche la formazione continua del personale è una componente fondamentale. Le grandi opere per Olimpiadi e Paralimpiadi devono essere la leva per un retaggio che sia certo strutturale ma che diventi soprattutto culturale”.

In quest’ottica, le imprese locali che scelgono di investire nell’accessibilità non rispondono solo a un dovere etico, ma colgono un vantaggio competitivo strategico. La trasformazione digitale e fisica dei servizi diventa così il motore di una crescita economica sostenibile, capace di trasformare Milano Cortina 2026 in un trampolino di lancio per un’Italia sempre più aperta, moderna e senza barriere.

Trasporti per tutti

Strutture ricettive, ma anche mobilità, con l’adeguamento di stazioni e percorsi pedonali. Gli investimenti (circa 20 milioni di euro) riguardano anche la metropolitana di Milano che diventerà interamente accessibile. Proprio nel contesto lombardo, la Regione ha migliorato il piano della mobilità e viabilità complessiva e quello di integrazione del trasporto pubblico locale, nell’ottica di garantire il diritto di movimento e incrementare l’accessibilità dei servizi di trasporto. Con i progetti Stai 2 la Lombardia ha stanziato sei milioni di euro per potenziare l’attrattività e l’accessibilità nelle province coinvolte, come Sondrio e Pavia. Le Paralimpiadi sono anche l’occasione per Val di Fiemme e Val di Fassa per migliorare la propria accessibilità. Gli interventi includono lo ‘sbarrieramento’ delle fermate del trasporto pubblico, il potenziamento dei servizi e l’adeguamento di infrastrutture e impianti sportivi per garantire l’accessibilità universale, anche tramite il progetto internazionale Ski-Ability.

Eredità paralimpica

La Fondazione Milano Cortina 2026 ha promosso all’interno del programma ‘Adaptive Winter Sports’ sostenuto da Procter & Gamble, una mappatura che riportasse, con criteri oggettivi, il grado di accessibilità delle strutture ricettive e degli impianti di gara. L’obiettivo è quello di identificare quali strutture possono agevolare l’inclusione grazie alla dotazione di sedie a ruota, permettendo alle persone con disabilità di muoversi autonomamente e usufruire dei servizi proposti.

“L’accessibilità non è solo un valore – ha dichiarato Marco Giunio De Sanctis, presidente Comitato Paralimpico Italiano – ma un diritto fondamentale che dobbiamo garantire a tutte le persone. I Giochi paralimpici hanno il potere di cambiare la cultura dei Paesi che li ospitano, lasciando un’eredità concreta fatta di luoghi più inclusivi, accoglienti e aperti a tutti. Lo sport è uno strumento prezioso, capace di abbattere barriere visibili e invisibili, ma allo stesso tempo la socialità e la possibilità di vivere appieno le bellezze del nostro territorio sono diritti universali che non possono essere negati a nessuno. Iniziative come questa dimostrano che il mondo sta davvero cambiando: un cambiamento che nasce dalla spinta dei Giochi paralimpici e che non si fermerà qui. In particolare, questi Giochi insieme a un intervento normativo deciso da parte del Governo sull’impiantistica sportiva, soprattutto quella già esistente, possono rappresentare una svolta concreta per garantire l’avviamento allo sport di sempre più persone con disabilità, offrendo pari opportunità e accesso alle pratiche sportive in tutto il Paese”.

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