C’è un cambiamento progressivo ma molto significativo che sta avvenendo in Italia: negli ultimi tre anni la maggior parte delle transazioni del settore hospitality si sono trasferite lungo la value chain. Questo il fenomeno monitorato dalla ricerca ‘Ospitalità in trasformazione: centralità dell’esperienza, innovazione tecnologica e nuove logiche di investimento’ condotta da Bip, la multinazionale di consulenza che conta oltre 6.500 professionisti nel mondo, in occasione del 4° Pambianco-Bip Hotellerie Summit.
La ricerca dimostra che, tra il 2022 e il 2025, il 75% delle operazioni nel settore dell’hotellerie ha avuto come oggetto piattaforme operative o servizi lungo la catena del valore (management, consulting, facility, contractor, wellness), dunque non asset alberghieri puri. “I capitali – ha dichiarato Simona Dossena, global head of strategy Bip sul palco del summit – vanno in questa nuova direzione, cn l’obiettivo di creare piattaforme che siano sempre più in grado di portare innovazione e tecnologia, garantendo format fortemente legati al territorio, perché questo crea distintività nell’esperienza del consumatore che viaggia”.
Tra le altre tematiche, l’analisi ha anche riportato che l’Italia nel 2024 ha registrato un nuovo record di strutture ricettive, attestandosi a quota 265mila unità (+22% rispetto al 2019), in crescita grazie al settore extralberghiero (+4,6% Cagr tra il 2019 e 2024) trainato principalmente dagli alloggi per affitti brevi come Airbnb.
Lo sviluppo del settore extralberghiero “è una risposta ai cambiamenti strutturali all’interno della domanda. Abbiamo visto negli ultimi anni flussi di turisti internazionali sempre più presenti nel nostro Paese, che hanno determinato le evoluzioni della domanda e ricercato un’offerta più premium”. Di tutta risposta, la frammentazione del mercato italiano “non consente a tutti i singoli operatori di far fronte a quegli investimenti in tecnologia e ristrutturazione necessari per rispondere alle esigenze del consumatore moderno”.
In parallelo, il segmento extralberghiero “ha risposto a fenomeni che, soprattutto dopo la pandemia, hanno avuto un boom, come ad esempio il glamping e la ricerca di spazi ed esperienze più legate alla natura, rappresentando una quota più contenuta ma in crescita del mercato”.




