Il 2024 e il 2025 “sono stati due anni molto positivi per il turismo e siamo ottimisti anche per il 2026”, ha dichiarato Bernabò Bocca, presidente Federalberghi e presidente Sina Hotels Group in occasione del 4° Pambianco-Bip Hotellerie Summit. Ovviamente le tensioni geopolitiche “di queste settimane hanno frenato le aspettative, ma siamo fiduciosi che, se la guerra in Medio Oriente dovesse finire nell’arco di qualche settimana, avremo un’ottima stagione estiva, trainata soprattutto dal turismo internazionale”. In parallelo, “il volano delle Olimpiadi di Milano-Cortina ci ha fatto chiudere molto bene il primo trimestre”.
In termini di direttrici di crescita, il presidente di Federalberghi sostiene che sia necessario portare i turisti stranieri in destinazioni diverse da quelle già rinomate del nostro Paese, spesso a rischio overtourism. La maggior parte degli investimenti oggi “è concentrata in poche destinazioni dove i prezzi sono saliti alle stelle, mentre il resto del territorio italiano aspetta solo insediamenti turistici alberghieri”.
A tal proposito, un elemento che può aiutare il visitatore a scegliere mete diverse è proprio l’intelligenza artificiale. L’hotellerie oggi “può contare sulla grossa incidenza dell’AI, in grado di supportare le scelte e i gusti del cliente, ‘indirizzandolo’ verso una destinazione piuttosto che un’altra”. Dunque la grossa sfida degli operatori del turismo “è proprio quella di riuscire a governare l’intelligenza artificiale, che sicuramente condizionerà il nostro mondo nei prossimi anni”.
Un altro tema complesso riguarda la riconversione degli immobili in alberghi. “Si rischia di rimanere ‘incastrati’ per sei-sette anni dietro alla burocrazia – continua Bocca -; è necessario facilitare la vita agli imprenditori seri che pagano le tasse e vogliono fare un investimento sul settore del turismo. Questi devono avere strade agevolate e non possono aspettare che decine di milioni di euro vengano sbloccati da autorizzazioni comunali per chissà quanto tempo”.
Infine, “fare turismo significa pensare anche ai trasporti e non solo all’alloggio. L’alta velocità dei treni in Italia funziona molto bene, ma copre un territorio troppo limitato; oltre alla linea ferroviaria locale, è necessario sviluppare il più possibile piccoli aeroporti per agevolare la raggiungibilità anche di località meno rinomate”.




