Summit annuale dedicato alle prospettive internazionali del mondo hospitality, Beam 2026 è andato in archivio con numeri in crescita: sono stati 350 i partecipanti di spicco del settore dell’hospitality – tra albergatori, manager di hotel, ristoratori, designer, startupper e operatori specializzati – in arrivo da tutta Europa, e oltre 40 gli speaker che si sono alternati sul palco durante le sessioni generali e i cinque Labs che hanno esploso tematiche specifiche del settore, come la brand identity per le strutture di accoglienza o i modelli di business a impatto sociale.
In generale poi, tutta questa terza edizione di Beam, andata in scena come sempre negli spazi della Fiera di Bolzano, ha ruotato attorno al tema ‘Lead the Shift’, concetto che è anche un invito esplicito a tutti gli operatori dell’hospitality internazionale ad assumere un ruolo attivo nella trasformazione del comparto. “Non si tratta più soltanto di adeguarsi alle nuove esigenze della domanda – ha spiegato a Pambianco Cristina Eberle, brand manager di Beam -, ma di contribuire a definire modelli capaci di generare valore nel lungo periodo. Una riflessione che attraversa tanto la gestione operativa delle strutture quanto la costruzione di un’offerta coerente con i cambiamenti sociali, economici e culturali”.
È il caso dell’ospitalità indipendente, che continua a rappresentare un terreno di sperimentazione rilevante. Come ha sottolineato durante un interessante speech Angelica Galeazzi, founder de L’Angelica Corte Palazzina sul Lago di Garda: “Il vero lusso è quello dello slow living: nella cura autentica, nel tempo dedicato all’ospite e nella sensazione di sentirsi parte di una famiglia. Ogni dettaglio richiama la vita di cascina, offrendo un’esperienza sincera e profondamente connessa al territorio”.
Durante Beam infine sono stati anche presentati i risultati dello studio ‘Future Projections for 2035’, ricerca che ha analizzato l’evoluzione del settore nei prossimi dieci anni e i nuovi modelli emergenti dell’ospitalità internazionale. Secondo il report, entro il 2035, gli hotel saranno in particolare chiamati a diventare veri attivatori territoriali: hub capaci di contribuire alla rigenerazione di borghi e destinazioni rurali attraverso servizi condivisi, mobilità sostenibile, collaborazione tra imprese locali e nuovi modelli di community living.





