L’estate che sta per iniziare dovrebbe essere l’ultima prima della partenza delle gare per la messa a bando delle concessioni balneari che, dopo innumerevoli rinvii, dovrebbero iniziare nel 2027. Come è noto, le stesse licenze sono già scadute, tanto per la giustizia italiana – il Consiglio di Stato e l’Autorità della concorrenza e del Mercato si sono espressi più volte sul tema – quanto per la normativa europea: proprio l’Ue è autrice della ‘famosa’ direttiva Bolkestein che imponeva di mettere a gara gli arenili già nel 2006. Ma gli stabilimenti balneari continuano la loro lotta: pochi giorni fa diciotto spiagge di Viareggio infatti hanno citato al tribunale di Lucca Comune, Regione, Demanio e Autorithy Agcm per non perdere la propria concessione sui lidi.
Si tratta di una nuova procedura che è partita dopo la recente bocciatura, da parte del Tar della Toscana, della proroga delle concessioni che era stata garantita ai lidi da parte di diversi comuni del litorale della regione: secondo il tribunale amministrativo infatti non può cadere l’obbligo di procedere con gare pubbliche prima della prossima estate. Perso quindi il contenzioso sul piano amministrativo, i diciotto lidi viareggini hanno spostato la battaglia sull’ambito civile. L’obiettivo, secondo quanto riporta anche il quotidiano locale Il Tirreno è quello di impedire la messa a gara delle concessioni già in essere, ottenendo che ne venga riconosciuta la validità almeno fino al 2033.
Grazie a questa nuova iniziativa legale quindi, la Versilia diventa una sorta di banco di prova nazionale sulla possibile partenza o meno di una messa a gara delle spiagge pubbliche, nel rispetto dei principi trasparenza e concorrenzialità, per decenni rimandata. Dal punto di vista legale comunque la situazione resta magmatica: ancora infatti mancano i criteri generali che dovrebbero definire il bando di gara ‘tipo’, in grado di stabilire soprattutto la quantificazione dell’indennizzo per il concessionario che perde l’arenile dopo avervi investito per anni. Inoltre, proprio grazie all’assenza di una direttrice chiara, i beneficiari dei lidi cercano di esperire ogni strategia legale per cercare di difendere i propri diritti di concessione sulle spiagge.
Questa ultima mossa legale in particolare, punta a scardinare la tesi della decadenza automatica dei titoli, come ha spiegato all’agenzia di stampa Impress il proprietario del bagno Vespucci, tra i promotori dell’iniziativa, Carlo Monti. “La tesi alla base di questa azione legale è che le nostre concessioni siano tutt’oggi valide. Riteniamo che, dal punto di vista formale, la continuità dell’impresa balneare non è mai stata annullata e ci sono sentenze che lo riconoscono. Di conseguenza, noi abbiamo diritto a rimanere titolari della concessione almeno fino al 2033”.





