Il fenomeno degli affitti brevi si sta espandendo dalle principali città italiane alle cosiddette città ‘secondarie’. La crescita maggiore dell’offerta di unità su Airbnb dal 2017 al 2024 è stata registrata da Bari con 4.504 unità (+244,6%), di cui il 72,8% sono appartamenti interi. Nella classifica dei primi dieci comuni per crescita, nei sette anni, segue Napoli con 16.633 unità (+98,6%), Genova con 5.025 unità (+89,7%), Catania con 6.143 unità (+88,1%), Bergamo con1.884 unità (+74,3%), Cagliari con 3.683 unità (+63,8%), Trieste con 2.192 unità (+62,1%), Palermo con 10.493 unità (+52,2%), Torino con 9.734 unità (+49,9%) e Milano con 38.258 unità (+34,2%).
Sono i dati emersi dalla ricerca AirMap, realizzata dal Politecnico di Torino – Full Lab e presentati recentemente nell’ambito del convegno “Airbnb nelle città italiane: i dati, la regolazione e le sfide”.
Quello che si evidenzia è che le grandi città hanno già una presenza molto estesa di affitti brevi e quindi la crescita percentuale è più modesta. Il fenomeno è vicino a una saturazione dell’offerta: Roma conta 47.090 unità (+6,5% 2017-2024) e Firenze 17.559 unità (+10,3%).
Le città che invece sperimentano un’accelerazione significativa dell’ospitalità evidenziano anche un aumento della domanda turistica. Questo è importante nell’ottica di una maggiore distribuzione dei flussi in tutta la Penisola. Cioè città come Bari o Catania stanno consolidando un’immagine non solo come destinazioni di passaggio, ma come mete con attrattive culturali, gastronomiche e geografiche sempre più apprezzate dal turismo internazionale e domestico. L’incremento può essere spinto anche da nuovi collegamenti, investimenti in eventi, fiere e marketing territoriale: dove l’infrastruttura turistica si rafforza, aumentano anche le opportunità per gli host di attrarre prenotazioni.
La ricerca fornisce anche un indicatore economico: Roma, con una media annuale di 129 notti per unità a 180 euro a notte, registra il più alto ricavo medio per unità, pari a 29.359 euro. La Capitale infatti ha tariffe e occupazione elevati. Per fare un esempio, Bari, che è la città con la maggiore crescita dell’offerta su Airbnb, ha una media annuale di 115 notti per unità a 104 euro a notte, per 11.960 euro di ricavo medio per unità. Questo riflette sia tariffe notturne più contenute nelle città emergenti sia diversi modelli di domanda turistica (più legata a turismo leisure e stagionale anziché eventi di fascia alta).





