“Con effetto immediato”: con questa formula la compagnia alberghiera spagnola Melià Hotels International ha annunciato in una nota la chiusura delle 15 strutture di Cuba. Una decisione presa, non senza difficoltà, dopo aver ripetutamente segnalato ai suoi stakeholders che il deterioramento della situazione economica, giuridica e geopolitica dell’isola stava rendendo via via insostenibile il proseguimento delle attività turistiche nella destinazione caraibica. La decisione del gruppo, che è stato per molti anni uno dei principali partner turistici del regime cubano, segue di due giorni l’annuncio di interruzione delle attività dato da un’altra compagnia spagnola, Iberostar, per le sue 12 strutture.
In entrambi i casi, la decisione deriva da un contesto difficilissimo e sempre più caratterizzato dal calo del turismo, dai blackout elettrici e dall’aumento delle sanzioni al regime cubano da parte dell’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump. “Alla luce degli eventi e delle circostanze – prosegue la nota di Melià – in corso nel contesto geopolitico, sociale, legale ed economico della Repubblica di Cuba, abbiamo preso la decisione di interrompere immediatamente la fornitura di servizi di gestione, di commercializzazione e dell’uso dei marchi del gruppo”. Va ricordato a tal proposito che l’amministrazione Usa aveva da tempo fissato nel 5 giugno la data limite perché le imprese straniere si disimpegnassero da attività legate a Gaesa, il conglomerato militare che controlla gran parte dell’economia cubana, turismo compreso.
Ancora prima delle due catene alberghiere spagnole, era stata la catena canadese Blue Diamond ad annunciare – sempre come conseguenza delle sanzioni statunitensi – la fine delle sue attività a Cuba, dove partecipava alla gestione di 62 strutture.
L’uscita delle catene alberghiere colpisce un settore oramai in caduta libera: tra gennaio e aprile 2026 – riporta Euronews -, Cuba ha ricevuto appena 330mila turisti internazionali, con un calo del 56% rispetto allo stesso periodo del 2025. E sempre lo scorso anno gli arrivi avevano già toccato minimi storici, con 1,8 milioni di visitatori: meno della metà rispetto al 2018. Non solo: dall’inizio di quest’anno, anche 11 compagnie aeree hanno sospeso o ridotto le partenze verso Cuba, per un totale di oltre 1.700 voli cancellati.





